Durante l’autunno 2021 l’UE aveva proposto di lanciare un caricabatterie portatile utilizzabile per qualsiasi dispositivo tecnologico, dallo smartphone al tablet fino alle fotocamere, cuffie, console per videogiochi e molto altro. Ora, dopo mesi di discussioni, c’è l’accordo ufficiale.
L’accordo per il caricabatterie universale
A rendere noto che si è finalmente giunti a un accordo che vede tutti a favore di un solo caricabatterie universale è stata la commissione per il Mercato interno del Parlamento europeo, come riporta Ansa.
Tutti i dispositivi tecnologici, senza distinzioni tra marchi, saranno ricaricabili con il caricabatterie USB-C. Lo scopo? Ridurre i costi per i consumatori e anche i rifiuti elettronici. Secondo alcune stime, infatti, si risparmieranno fino a 250 milioni di euro per caricabatterie nuovi e tra le 13 e le 15 tonnellate di rifiuti elettronici.
La direttiva europea verrà applicata tra 24 mesi, lasciando così modo alle società del tech il tempo di adeguarsi. Solo i laptop avranno altri 16 mesi in più per potersi allineare completamente.
“Indubbiamente è un passo avanti per la sostenibilità ambientale riducendo i rifiuti elettronici e permettendo il riutilizzo virtuoso degli strumenti. E rappresenta anche un miglioramento dell’esperienza d’uso del consumatore per i diversi strumenti di elettronica, grazie alla riduzione dei costi potranno scegliere di acquistare i nuovi device con o senza sistema di ricarica” ha commentato Marta Valsecchi, Direttore operativo degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
C’è chi però non è favorevole a questo cambiamento ed è il colosso Apple che già, a suo tempo, aveva dichiarato “Rimaniamo preoccupati che una regolamentazione rigorosa che imponga un solo tipo di connettore soffochi l’innovazione anziché incoraggiarla, il che a sua volta danneggerà i consumatori in Europa e nel mondo“. Come afferma il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, “La regola” per l’introduzione del caricabatterie universale USB-C “vale per tutti, non è fatta contro nessuno. Non costringiamo nessuno a entrare nel mercato interno, ma ci sono delle regole che si applicano a tutti“.
Federico Morgantini Editore