OpenMind rivoluziona la robotica con lo “zaino intelligente” BrainPack

Ecco BrainPack, un modulo compatto con calcolo avanzato, sensori e visione integrata che promette robot più capaci, semplici da configurare e pronti all’uso immediato

Redazione

OpenMind, specializzata in robotica, introduce una novità pensata per accelerare l’adozione della robotica autonoma: un modulo compatto che riunisce in un solo elemento capacità di calcolo, sensori, visione e strumenti decisionali. Un dispositivo progettato per rendere i robot più intelligenti, immediati da configurare e pronti a muoversi in ambienti reali senza infrastrutture esterne complesse.

Un modulo unico per percezione, calcolo e movimento

Stando al sito Robotics & Automation News, BrainPack si presenta come uno “zaino intelligente” capace di sostituire più componenti normalmente installati su robot differenti. All’interno del modulo sono concentrati elaborazione ad alte prestazioni, sensori avanzati, strumenti di visione e tutto il software necessario per muoversi, osservare e prendere decisioni.

Per ottenere questa combinazione, OpenMind ha scelto un’unità di calcolo Nvidia di fascia alta, così da permettere ai robot di gestire percezione e controllo interamente a bordo, riducendo la dipendenza dai server remoti. Una scelta che, secondo il CEO Jan Liphardt, mira ad accorciare al massimo il divario tra movimento e comprensione dell’ambiente, permettendo ai robot non solo di reagire ai comandi ma di interpretare ciò che li circonda e imparare progressivamente dalle esperienze.

La piattaforma integra inoltre funzioni di mappatura 3D in tempo reale, etichettatura automatica degli oggetti e una visione computerizzata dotata di filtri di privacy: i volti vengono riconosciuti e sfocati automaticamente, così da rendere BrainPack adatto anche a contesti popolati, come uffici, strutture sanitarie o ambienti industriali. A completare il quadro ci sono la gestione del controllo remoto, la trasmissione video sicura da qualunque dispositivo e la presenza di un sistema di auto-docking, pensato per la ricarica autonoma dei robot operativi 24 ore su 24.

Nei primi test pubblici, OpenMind ha mostrato robot quadrupedi equipaggiati con BrainPack in grado di esplorare ambienti complessi, pattugliare corridoi, costruire mappe dettagliate di più stanze e tornare alla base di ricarica in autonomia. Tutto attraverso una configurazione plug-and-play che punta a semplificare l’intero processo d’adozione.

Collaborazione tra robot e nuove basi software

Uno dei punti centrali del progetto è la compatibilità di BrainPack con FABRIC, il protocollo di comunicazione sviluppato da OpenMind per permettere ai robot di riconoscersi, scambiarsi informazioni e collaborare in tempo reale. Grazie a questo sistema, diversi dispositivi possono coordinarsi senza bisogno di una supervisione centrale, condividendo dati sull’ambiente o sulle attività in corso.

Parallelamente, l’azienda sta lavorando su OM1, il proprio sistema operativo per robot umanoidi. La piattaforma è progettata per essere hardware-agnostic e funzionare come un “cervello universale” in grado di adattarsi a macchine con forme, dimensioni e funzioni diverse.

Secondo OpenMind, l’integrazione tra BrainPack, FABRIC e OM1 potrebbe costituire la base di un ecosistema in cui i robot non solo operano in autonomia, ma collaborano tra loro e si evolvono attraverso l’interazione continua con l’ambiente. Un passo che l’azienda considera fondamentale per portare la robotica avanzata in uffici, fabbriche, abitazioni e in tutti quei contesti quotidiani che oggi richiedono ancora soluzioni su misura o costose infrastrutture dedicate.

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