Secondo una ricerca pubblicata su Computational and Mathematical Methods in Medicine, l’assistenza domiciliare basata su sistemi medici intelligenti Internet of Things (IoT) può migliorare la qualità della vita dei pazienti con emofilia riducendo così il rischio di teratogenicità e disabilità.
L’IoT per il bene dei pazienti con emofilia
I ricercatori hanno esaminato gli effetti dell’assistenza domiciliare sulla qualità della vita dei pazienti che sono stati seguiti tutti in un unico ospedale.
La scala The Functional Independence Score in Hemophilia (FISH) è stata utilizzata per valutare la capacità di due gruppi di pazienti, quello di controllo e quello di osservazione, di svolgere attività quotidiane. Il gruppo di controllo ha utilizzato l’assistenza infermieristica domiciliare ordinaria, mentre il gruppo di osservazione ha utilizzato il sistema medico IOT per implementare l’assistenza infermieristica domiciliare. I gruppi hanno confrontato i punteggi FISH comparando i valori iniziali e quelli dopo sei mesi. Il risultato è stato che il punteggio di qualità della vita del gruppo di osservazione e il punteggio di qualità della vita del gruppo di controllo al follow-up erano molto simili e non vi era alcuna differenza statistica. A 6 mesi, invece, il punteggio di qualità della vita del gruppo di osservazione era significativamente superiore a quello del gruppo di controllo.
Inoltre, il team ha riportato, punteggi numericamente più alti per la capacità di cura di sé, la funzione di trasferimento e la capacità cognitiva di assistenza domiciliare nel gruppo di osservazione rispetto al gruppo di controllo. I limiti dello studio includevano rapporti limitati di confronti statistici e dimensioni del campione relativamente piccole. La ricerca, infatti, si è basata su un totale di 60 pazienti affetti da emofilia grave, tutti uomini con un età compresa tra i 38 e i 69 anni.
Federico Morgantini Editore