In un’epoca in cui la tecnologia avanza a passi da gigante, c’è una startup italiana che sta dimostrando come la sostenibilità e l’innovazione possano coesistere: la Global Biomedical Service (GBS).
Inserita tra le 22 migliori startup ad impatto sociale e ambientale nel 2023 dal Politecnico di Torino, ha ridefinito il concetto di riuso nel settore della diagnostica medica.
Global Biomedical Service, la startup che rigenera i macchinari
Guidata da Giovanni Lombardo, CEO e fondatore insieme a Emiliana De Prisco, GBS si è specializzata nel recupero di componenti elettroniche vitali da dispositivi medici oltre alla rigenerazione di quelli ancora funzionanti. L’obiettivo? Reinserirli nel mercato, spesso destinati a nuovi centri diagnostici privi di capitali significativi.
Situata nel cuore dell’Agro Nocerino Sarnese, come riporta Repubblica, la GBS ha reso di recente operativa una Tac multistrato 64 slice, originariamente destinata al macero da parte dell’ospedale pubblico campano.
Un vero successo, soprattutto in termini di risparmio. E questo è stato possibile perché ha fatto suo il recupero e la rigenerazione di dispositivi medici dismessi. Parliamo di sistemi a risonanza magnetica, TAC, radiologia digitale ed ecografi che vengono riportati alla vita, per poter essere riadoperati in Paesi con economie meno floride o in ambito veterinario.
Le cliniche veterinarie in Italia, soprattutto le più piccole, beneficiano più di tutte dell’attività di GBS, che offre soluzioni diagnostiche avanzate a costi accessibili. Al punto che la startup campana, nata nel 2018 con poco più di dieci dipendenti, conta oggi circa 50 collaboratori.
Un esempio di economia circolare che riduce gli impatti ambientali e minimizza lo smaltimento di rifiuti speciali. L’azienda, indicata come uno dei migliori esempi di impatto sociale ed ambientale, affronta con passione la sfida ingegneristica di ripristinare dispositivi medici non funzionanti.
Con GBS si ottimizza la sostenibilità ambientale e il consumismo sanitario
La GBS non è solo un esempio di riuso e sostenibilità, ma è anche un’affermazione dell’Italia nel panorama dell’innovazione biomedica mondiale.
Il CEO Lombardo sottolinea a Repubblica che il tema della sostenibilità ambientale nel settore medico non è spesso una priorità per le grandi multinazionali, ma GBS ha fatto della riutilizzazione dei dispositivi medici il suo core business.
Infatti la Global Biomedical Service si distingue per la riparazione di apparecchiature come sonde ecografiche e bobine per risonanza magnetica, spesso scartate al primo malfunzionamento.
Sempre Lombardo mette il punto sul fatto di come il consumismo in sanità possa essere ottimizzato, evidenziando il notevole risparmio economico che la riparazione consente alle strutture sanitarie, sia pubbliche che private.
Inoltre, con la Ghost Cage, una Gabbia di Faraday trasparente per risonanze magnetiche, GBS dimostra il suo impegno anche nell’ecosostenibilità, utilizzando polimeri a basso impatto ambientale.