La startup AdAcAp cambia il volto della cura del cancro

La startup AdAcAp vuole rivoluzionare il settore della diagnostica e della cura del cancro. E questo grazie alla terapia a radioligandi

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Nell’ambito dell’oncologia la diagnostica può diventare essenziale per prevenire o intervenire il prima possibile su forme cancerose o cancerogene. E in questa lotta contro il cancro, startup come AdAcAp possono davvero fare la rivoluzione.

Ma vediamo cosa produce, e come sta rivoluzionando il mondo della diagnostica e della cura oncologica.

La startup AdAcAp punta alla diagnostica oncologica

Si chiama AdAcAp (Advanced Accelerator Applications), e sta rivoluzionando il settore della diagnostica per immagini e della produzione di radiofarmaci per la PET.

Nata dall’intuizione del fisico italiano del CERN Stefano Buono, allievo del Premio Nobel Carlo Rubbia, si tratta di una tra le eccellenze del primo Intergruppo parlamentare per il Made in Italy e l’innovazione, presentato al Senato con il sostegno del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

E in poche parole, una startup che ha cambiato il volto della cura del cancro. Anche perché parliamo di una multinazionale con un fatturato record nel 2022 di 170 milioni. Nel corso degli anni il sito di Ivrea ha decuplicato i suoi investimenti passando dagli 11 milioni nel triennio 2017-2019 a 110 milioni previsti nei prossimi 3 anni.

E così anche sul personale. Come riporta l’ANSA, entro il 2023 è previsto un aumento dei posti di lavoro nel sito, con ulteriori 50 assunzioni che si aggiungeranno ai 240 dipendenti attuali.

La terapia a radioligandi

La fortuna di questa startup è stata nella scelta di focalizzare la sua ricerca nello sviluppo di una terapia oncologica di precisione nel campo della medicina nucleare, nota come radioligandi.

Agisce grazie a un vettore chiamato “ligando“, che riconosce e si lega solo alle cellule malate. Poi procedere a colpirle dall’interno, distinguendole selettivamente da quelle sane, senza danneggiarle.

Si tratta di una terapia target di ultra-precisione, che, come dichiara all’ANSA Fabrizio Celia, Radiopharmaceuticals Country Operation Head di AdAcAp:

“[…] unisce ad un’elevata efficacia una minima tossicità […] e personalizzata perché ogni paziente riceve un farmaco preparato appositamente attivando una catena organizzativa che ne garantisce la somministrazione al paziente non oltre le 120 ore dalla produzione. Tutto questo si traduce in un beneficio importantissimo per i pazienti che guadagnano mesi, se non anni di vita, soprattutto nei tumori in fase”.

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