Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale, la tutela della privacy e il potere delle grandi aziende tecnologiche sono diventati temi centrali nel dibattito politico americano. A riaccendere l’attenzione su queste questioni è JB Pritzker, governatore dell’Illinois, che in un’intervista rilasciata a The Verge ha affrontato le sfide poste dall’espansione dell’AI, dai sistemi di sorveglianza e dalla costruzione dei data center. Secondo Pritzker, non basta lasciare che siano le aziende a stabilire autonomamente le regole: servono istituzioni più attive, capaci di proteggere i cittadini senza bloccare i benefici dell’innovazione.
Politica, tecnologia e nuove alleanze generazionali
Secondo Pritzker, negli Stati Uniti è in corso un cambiamento nel rapporto tra politica e grandi imprese tecnologiche. Una parte crescente dell’opinione pubblica, anche trasversalmente agli schieramenti politici, manifesta preoccupazione per il potere concentrato nelle mani di poche società e per le conseguenze delle loro attività sulla vita quotidiana.
Il governatore ritiene che le istituzioni debbano assumere un ruolo più incisivo, soprattutto quando sono in gioco i diritti dei lavoratori e delle fasce più vulnerabili della popolazione. L’intelligenza artificiale, in particolare, potrebbe trasformare profondamente il mercato occupazionale. Pritzker non dà per scontata una perdita generalizzata di posti di lavoro, ma invita a prepararsi a uno scenario nel quale la disoccupazione potrebbe aumentare sensibilmente, arrivando anche al 7% o al 10%. Una prospettiva che richiede politiche capaci di garantire reddito e dignità a chi rischia di essere sostituito dalla tecnologia.
Intelligenza artificiale e privacy al centro delle normative
Per coordinare la gestione dell’AI, l’Illinois ha istituito un AI Cabinet, un organismo che riunisce esperti tecnologici e responsabili delle principali agenzie statali. Tra i partecipanti figurano anche rappresentanti della polizia e della gestione delle emergenze, con il contributo di competenze provenienti da università come Chicago e Illinois.
L’obiettivo è affrontare contemporaneamente tre aspetti: privacy, sicurezza ed efficienza. Pritzker ha spiegato che l’adozione dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione non può concentrarsi soltanto sulla velocità dei servizi, trascurando i rischi per i cittadini.
Tra le iniziative legislative dell’Illinois figura l’AI Safety Measures Act, insieme alla normativa che vieta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella terapia, per evitare un’eccessiva raccolta di informazioni personali e preservare la componente umana del rapporto terapeutico. Il governatore ha inoltre richiamato la necessità di aggiornare regolarmente le disposizioni sulla privacy biometrica, perché le capacità di riconoscimento e monitoraggio evolvono più rapidamente delle leggi.
Il nodo data center e le ricadute sul territorio
Un altro tema affrontato nell’intervista riguarda l’espansione dei data center e le proteste delle comunità locali. Pritzker ha ricordato che a luglio l’Illinois ha rivisto gli incentivi fiscali destinati a queste strutture, mentre punta a introdurre ulteriori garanzie per le nuove costruzioni.
Il problema principale riguarda il consumo di elettricità e le possibili conseguenze sulle bollette. Il governatore ha sottolineato che l’Illinois produce più energia di quanta ne consumi ed è uno dei principali produttori nazionali di elettricità nucleare. Tuttavia, le limitazioni delle infrastrutture di trasmissione e il funzionamento delle organizzazioni regionali che gestiscono la rete possono far ricadere sui consumatori anche i costi generati da nuovi impianti costruiti in altri Stati.
Pritzker distingue però chiaramente la questione: regolare i data center non significa regolamentare l’intelligenza artificiale. Le proteste contro queste strutture riguardano soprattutto energia, territorio e costi, mentre la tutela della privacy dipende maggiormente dalle modalità con cui vengono utilizzate le tecnologie AI.
Legislazione federale, limiti degli Stati e bisogno di coordinamento
Uno dei punti centrali dell’intervista è la necessità di un intervento del Congresso. Pritzker ha ricordato che Illinois, New York e California sono stati tra i primi tre Stati ad approvare normative specifiche sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Una situazione che, secondo il governatore, evidenzia i limiti di un sistema nel quale le singole amministrazioni devono intervenire senza una strategia nazionale.
La frammentazione normativa diventa particolarmente problematica quando si parla di videosorveglianza. Pritzker ha citato le telecamere Flock, capaci di leggere le targhe e condividere informazioni attraverso reti interconnesse. Il rischio è che diversi database possano essere combinati per tracciare gli spostamenti delle persone, anche oltre i confini statali. Per questo ritiene necessario aggiornare ogni anno le leggi sulla privacy e introdurre controlli più efficaci.
Intelligenza artificiale tra opportunità sociali e rischi esistenziali
Nonostante le preoccupazioni, Pritzker mantiene una visione ottimistica sulle potenzialità dell’AI. Durante l’intervista ha indicato nella medicina uno degli ambiti in cui la tecnologia potrebbe produrre i risultati più importanti, contribuendo a risolvere problemi sanitari oggi difficili da affrontare e ad allungare l’aspettativa di vita. Ha citato, tra gli esempi, i progressi nella cura dell’anemia falciforme.
Il governatore riconosce però che esistono rischi potenzialmente esistenziali. Per descriverli ha utilizzato il paragone con le armi nucleari: una tecnologia capace di modificare profondamente gli equilibri globali, che richiede collaborazione tra governi e alleati internazionali. Anche in questo caso, lasciare alle aziende la possibilità di autoregolamentarsi non sarebbe sufficiente, perché ciascuna tende inevitabilmente a perseguire i propri interessi.
La sfida, secondo Pritzker, consiste nel trovare un equilibrio tra innovazione e protezione delle persone, senza arrivare a bloccare lo sviluppo tecnologico. Un processo che dovrà coinvolgere istituzioni, esperti e legislatori, anche considerando che la velocità con cui evolve l’intelligenza artificiale rende difficile prevedere tutte le sue applicazioni future.
Fonte: The Verge