L’intelligenza artificiale al MoMa di New York

Dopo aver vinto un concorso d’arte, l’intelligenza artificiale entra anche al MoMa di New York. Ecco il progetto di Refik Anadol

Redazione
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Dopo aver vinto dei concorsi d’arte, l’intelligenza artificiale fa capolino anche in uno dei musei più famosi al mondo: il MoMa di New York.

L’intelligenza artificiale al museo

Fino al 5 marzo del 2023 al primo piano del MoMa di New York si può trovarsi davanti a un’opera d’arte realizzata dall’intelligenza artificiale. Si tratta di un’installazione video di circa cinquanta metri quadrati.

L’opera, che fa parte del progetto Unsupervised, vede protagonista un’artista di origini turche che ha selezionato, dall’archivio di immagini del museo, circa 380.000 scatti dedicati a 180.000 opere d’arte differenti, Refik Anadol. Questa ampia selezione è stata poi data alla macchina che, grazie all’intelligenza artificiale, riesce a produrre un’opera originale in continua evoluzione tenendo conto anche di aspetti fondamentali della stanza nella quale è collocata come la luminosità, l’acustica, i movimenti e le condizioni metereologiche esterne.

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Le opere che scorrono sul grande schermo, dunque, sono l’interpretazione e la trasformazione di oltre 200 anni di storia dell’arte, un misto tra fantasia e irrazionalità.
L’installazione si basa su opere codificate sulla blockchain, un libro mastro digitale distribuito, che rappresenta un registro pubblico dell’arte di Anadol.

Sto cercando di trovare modi per collegare i ricordi con il futuro“, ha detto l’artista, “e per rendere visibile l’invisibile“.

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