Con un annuncio sulla piattaforma X, Elon Musk ha reso noto Baby Grok, il nuovo chatbot sviluppato da xAI e rivolto specificamente a un pubblico di bambini. Una mossa che segna l’ingresso dell’intelligenza artificiale di Musk nel delicato universo dell’infanzia digitale. Ma la notizia, accolta con curiosità, si porta dietro una scia di interrogativi: dalle mancate garanzie sui contenuti sicuri alle precedenti controversie legate all’AI Grok, le premesse lasciano spazio a dubbi e perplessità.
Baby Grok: il chatbot per bambini firmato Elon Musk
L’idea appare come una risposta diretta alla recente mossa di Google, che ha da poco lanciato una versione del suo chatbot Gemini rivolta agli under 13. In quel caso, Big G ha messo al centro l’apprendimento, la curiosità e la narrazione di storie, escludendo la pubblicità e la raccolta dati, e inserendo filtri parentali tramite l’app Family Link.
Anche se non confermato, è probabile che Baby Grok voglia posizionarsi nello stesso segmento, offrendo un’esperienza “ridotta” rispetto al Grok per adulti, ma con maggiori controlli e un focus educativo.
Nonostante l’annuncio, il progetto solleva forti dubbi sulla reale affidabilità di xAI nel proporre un prodotto davvero adatto all’infanzia. Il fratello maggiore, Grok, è già stato al centro di numerose critiche per contenuti controversi: da commenti antisemiti a lodi di personaggi storici problematici, fino a veri e propri insulti rivolti a figure politiche. Episodi che pongono una questione cruciale: può la stessa tecnologia garantire sicurezza a un pubblico di bambini?
A preoccupare ulteriormente ci sono anche gli avatar Companions già presenti nell’ecosistema xAI. Il caso più discusso è quello di Ani, un personaggio femminile descritto con tratti estetici esplicitamente seduttivi e coinvolto in dialoghi a sfondo flirtante. Alcuni utenti hanno denunciato che queste interazioni non venivano bloccate nemmeno con la “Modalità Bambino” attiva, rivelando potenziali falle nei sistemi di moderazione e controllo.
Al momento, nessun dettaglio concreto è noto: né una data di uscita, né informazioni sui criteri di addestramento o sulle misure di sicurezza che garantiranno un’esperienza sicura ai minori. Il passaggio da Grok a Baby Grok, insomma, non sarà semplice: per guadagnare la fiducia dei genitori, xAI dovrà dimostrare di poter creare un ambiente digitale realmente protetto, in grado di educare e intrattenere senza esporre i bambini a contenuti ambigui o pericolosi.