AI e lavoro, l’India è davanti al resto del mondo

Le aziende indiane stanno integrando gli agenti AI nei processi senza rinunciare alla supervisione dei dipendenti

Redazione
Lavoro digitale india con dipendenti che usano AI e supervisione umana

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

L’India sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella trasformazione del lavoro legata all’intelligenza artificiale. A fotografare il fenomeno è il Microsoft 2026 Work Trend Index, secondo cui i professionisti indiani stanno passando dall’utilizzo degli strumenti AI per attività semplici alla gestione di processi più complessi e automatizzati. Al centro di questa evoluzione ci sono i cosiddetti frontier professionals, lavoratori che sfruttano gli agenti AI mantenendo però un ruolo decisivo nelle valutazioni e nelle responsabilità finali.

L’India ha la quota più alta di “frontier professionals”

La ricerca Microsoft, realizzata coinvolgendo 20.000 utenti di AI in 10 mercati, evidenzia una particolare concentrazione di frontier professionals in India. Il 32% degli utenti indiani di intelligenza artificiale appartiene infatti a questa categoria, una percentuale che arriva al doppio della media globale, ferma al 16%.

Questi lavoratori non si limitano a utilizzare l’AI come semplice strumento di supporto. Sono impegnati nella progettazione e nella gestione di workflow articolati su più passaggi, nei quali gli agenti possono occuparsi di una parte consistente delle attività.

Il cambiamento è evidente anche nella percezione delle possibilità offerte dalla tecnologia. Quasi l’80% degli utenti indiani sostiene che l’AI permetta oggi di svolgere attività che soltanto un anno fa non erano possibili. Tra i frontier professionals la percentuale sale all’85%.

Più automazione, ma il controllo resta alle persone

L’aumento dell’automazione non significa però che i lavoratori indiani siano disposti a lasciare all’intelligenza artificiale l’ultima parola. Il rapporto mostra anzi una crescente attenzione alla verifica dei risultati prodotti dai sistemi AI.

Quasi due terzi degli utenti indiani considerano il controllo del lavoro generato dall’intelligenza artificiale una competenza fondamentale. La percentuale è superiore a quella globale, che si attesta intorno alla metà. Anche il pensiero critico occupa una posizione rilevante: il 59% dei professionisti indiani lo considera prioritario, contro il 46% degli utenti a livello mondiale.

Il principio emerge con particolare chiarezza da un altro dato: quasi nove intervistati su dieci in India affermano di mantenere la piena responsabilità del ragionamento. I contenuti prodotti dall’AI vengono quindi considerati un punto di partenza, non il risultato definitivo.

Manager e aziende cambiano il modo di lavorare

La trasformazione coinvolge anche la classe manageriale. Secondo Microsoft, il 91% dei frontier manager indiani utilizza l’AI, mentre tra i manager che non rientrano nella categoria la percentuale scende comunque all’81%.

La differenza riguarda soprattutto il modo in cui la tecnologia viene integrata nei processi. I frontier manager intervengono direttamente sui flussi di lavoro, modificandoli per inserire agenti AI e sistemi automatizzati. Gli altri manager mantengono invece un approccio più tradizionale, pur adottando e sostenendo l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Dalla sperimentazione alla trasformazione su larga scala

Il passaggio dai progetti pilota all’utilizzo quotidiano è già evidente nelle principali aziende tecnologiche indiane. Infosys, TCS, Wipro e LTIMindtree hanno complessivamente licenziato oltre 400.000 postazioni di Microsoft 365 Copilot in meno di sei mesi.

Infosys sta inoltre ampliando l’adozione di Copilot a più di 100.000 dipendenti. L’azienda registra un tasso di utilizzo mensile del 91% tra le divisioni delivery, engineering e corporate, un dato che testimonia quanto lo strumento sia entrato nelle attività quotidiane.

Produttività e nuovi agenti: i risultati nelle imprese

L’adozione dell’AI sta producendo anche risultati misurabili. TCS segnala aumenti di produttività compresi tra il 20% e il 25% nelle attività di ricerca e produzione di contenuti, mentre i tempi necessari per completare determinati processi si sono ridotti del 25-35%.

Wipro, invece, registra un utilizzo mensile di Copilot superiore al 95% e stima un risparmio medio di 250.000 giornate lavorative equivalenti ogni trimestre. L’azienda ha inoltre favorito la creazione diretta di agenti da parte dei dipendenti: sono oltre 29.000 quelli sviluppati dagli utenti, a cui si aggiungono 60 soluzioni destinate all’intero ambiente enterprise.

Parallelamente, Wipro e Persistent Systems hanno avviato programmi di formazione su larga scala per preparare la propria forza lavoro all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La trasformazione descritta da Microsoft passa quindi non soltanto dall’introduzione della tecnologia, ma anche dalla capacità dei lavoratori di integrarla nei processi mantenendo supervisione e responsabilità.

Fonte: YourStory

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