Google Maps cambia pelle, intervenendo su una delle aree più criticate dagli utenti di lunga data: le impostazioni. Nel tempo, l’app di navigazione di Mountain View ha accumulato funzioni, voci e sottomenu, trasformando una sezione chiave in un elenco poco leggibile e difficile da interpretare. Con un redesign in distribuzione graduale lato server, Google prova ora a rimettere ordine, puntando su una struttura più chiara e coerente sia su Android sia su iOS.
Un menu delle impostazioni finalmente strutturato
Stando a quanto riportato da 9to5google, il cuore del redesign è la riorganizzazione completa delle impostazioni, che ora non appaiono più come una lunga lista continua di opzioni aggiunte nel tempo. Google ha scelto di suddividerle in sette macro-categorie, ognuna accompagnata da un’icona e da una breve descrizione, così da rendere immediatamente evidente dove trovare ogni funzione.
L’impostazione grafica richiama da vicino quella dell’app Google Search: la scritta “Impostazioni” è allineata a sinistra, mentre sulla destra compare una “X” che consente di chiudere rapidamente il menu. Una scelta che migliora la leggibilità e riduce la sensazione di affollamento che caratterizzava la schermata precedente.
Le nuove sezioni sono:
- App e display, che raccoglie tema, controlli della mappa e opzioni di accessibilità
- Navigazione, con tutte le impostazioni dedicate agli spostamenti in auto, a piedi e con i mezzi pubblici
- I tuoi veicoli, focalizzata su tipo di motore e veicoli collegati
- Posizione e privacy, che include Timeline, cronologia di Maps e profilo
- Mappe offline, per il download e la gestione degli aggiornamenti
- Notifiche, dedicata a promemoria, avvisi e suggerimenti
Questa suddivisione rende più immediato l’accesso alle funzioni più utilizzate e riduce il tempo necessario per orientarsi all’interno del menu.
Cosa cambia davvero per l’utente
Dal punto di vista funzionale, non tutte le sezioni sono state stravolte. Aree come Navigazione, I tuoi veicoli e Mappe offline restano sostanzialmente simili a prima, sia per contenuti sia per organizzazione interna. In questi casi, il redesign lavora soprattutto sull’inquadramento generale, inserendo le opzioni in un contesto più ordinato.
Altre parti, invece, sono state riorganizzate e accorpate, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione che si era creata nel tempo. Opzioni affini sono ora collocate più vicine tra loro, seguendo una logica più coerente e intuitiva. Il risultato è un’esperienza più lineare, che limita la necessità di passare continuamente da un sottomenu all’altro.
Il cambiamento non introduce nuove funzioni, ma punta a rendere più comprensibile ciò che già esiste, risolvendo uno dei problemi storici di Google Maps: la difficoltà nel trovare rapidamente l’impostazione giusta. Un intervento mirato sull’usabilità, che prova a semplificare la vita agli utenti senza modificare il comportamento dell’app.