Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Il nuovo Siri AI di iOS 27 è arrivato dopo un’attesa più lunga di quanto molti utenti si aspettassero. Dietro al ritardo, però, non ci sarebbe stato soltanto un problema di sviluppo: Apple aveva già realizzato una prima versione del nuovo assistente, ma ha deciso di abbandonarla per ripartire completamente da zero. A raccontare il retroscena è stato Mike Rockwell, dirigente che ha assunto la guida di Siri circa un anno fa.
Ripensare Siri AI: una svolta radicale
Dopo il keynote della WWDC 2026, Apple ha organizzato un tech talk dedicato a Siri e ad Apple Intelligence con alcuni rappresentanti della stampa. Tra gli interventi ci sono stati quelli di Craig Federighi, Amar Subramanya e, soprattutto, Mike Rockwell, che ha fornito dettagli sulle scelte compiute durante lo sviluppo.
Rockwell ha spiegato che Apple aveva già costruito una prima versione del nuovo Siri. Si trattava di un’evoluzione dell’assistente originale, alla quale erano state aggiunte funzionalità come il tool calling. Il sistema era già funzionante, ma secondo l’azienda non riusciva a raggiungere la visione prevista per il futuro di Siri.
Il nuovo Siri AI su iOS 27: sfide e obiettivi
Il problema, quindi, non era semplicemente aggiungere nuove funzioni al vecchio assistente. Apple si è resa conto che un intervento incrementale avrebbe prodotto un risultato ancora troppo legato all’architettura precedente.
Per questo motivo, l’azienda ha scelto una strada molto più radicale: abbandonare il primo progetto e puntare su un’architettura completamente nuova. La decisione ha inevitabilmente richiesto più tempo, ma ha permesso di costruire Siri attorno ai modelli più recenti di Apple Intelligence.
L’obiettivo era ottenere un assistente molto più capace rispetto al passato, senza limitarsi a un semplice aggiornamento del Siri già esistente.
L’approccio di Apple alla ricostruzione dell’assistente
Rockwell ha descritto la scelta con particolare chiarezza: Apple ha letteralmente “ricostruito Siri da zero”, partendo dalle fondamenta. Il nuovo assistente non rappresenta quindi soltanto una versione migliorata del precedente, ma il risultato di una riprogettazione molto più profonda.
Questo approccio ha consentito di dare a Siri una propria applicazione e di renderlo nativamente multimodale. La nuova impostazione punta inoltre a offrire la stessa esperienza sulle diverse piattaforme dell’ecosistema Apple, evitando di avere versioni profondamente differenti dell’assistente a seconda del dispositivo utilizzato.
Sicurezza, privacy e innovazione: i pilastri del nuovo Siri AI
Tra gli elementi indicati da Rockwell c’è anche la privacy, che è stata considerata fin dalle fondamenta nella progettazione del nuovo Siri. Non si tratta quindi di un aspetto aggiunto successivamente a un sistema già esistente, ma di un principio integrato nella nuova architettura.
Apple ha inoltre costruito il nuovo assistente sfruttando i modelli di Apple Intelligence, con l’obiettivo di ottenere un Siri più avanzato e capace di affrontare una gamma più ampia di interazioni.
Cosa cambia per l’utente finale
La ricostruzione completa dovrebbe tradursi in un Siri molto diverso rispetto a quello conosciuto finora. Il nuovo assistente è infatti multimodale, dispone di una propria applicazione ed è progettato per offrire un’esperienza comune attraverso l’ecosistema Apple.
Rockwell ha sottolineato proprio questo elemento: il nuovo Siri è disponibile su iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Vision Pro, CarPlay e AirPods, mantenendo una stessa impostazione generale tra le diverse piattaforme.
Come trarre il massimo dal nuovo Siri AI
La scelta di Apple di ripartire da zero non è stata quindi dettata dalla necessità di correggere semplicemente una versione incompleta. L’azienda aveva già un sistema funzionante, ma ha ritenuto che non fosse abbastanza vicino alla propria visione.
Il ritardo è stato dunque il risultato di una decisione precisa: rinunciare a un’evoluzione incrementale per costruire un Siri completamente nuovo, basato sui moderni modelli di Apple Intelligence e pensato fin dall’inizio per essere multimodale, orientato alla privacy e coerente su tutte le piattaforme.
Fonte: iSpazio