Apple porta in Italia la funzione “Apparecchio acustico” sugli AirPods Pro

La funzione “Apparecchio acustico” è ora disponibile con AirPods Pro: una funzione per compensare la perdita uditiva lieve o moderata

Redazione

Gli AirPods Pro diventano veri e propri apparecchi acustici. La novità firmata Apple arriva anche in Italia: una nuova funzione per compensare la perdita uditiva da lieve a moderata in tempo reale. L’aggiornamento è gratuito e punta a rendere più accessibile il monitoraggio della salute dell’udito, un tema che riguarda milioni di persone spesso inconsapevoli del problema o frenate dai costi e dallo stigma legato agli apparecchi acustici tradizionali.

Come funziona la funzione “Apparecchio acustico”

Il sistema sviluppato da Apple si basa su un profilo uditivo personalizzato, creato attraverso un test dell’udito eseguibile direttamente da casa con un paio di AirPods Pro compatibili e un iPhone o iPad.

Il test richiede circa cinque minuti e genera un audiogramma completo con i valori relativi alla perdita uditiva di ciascun orecchio. L’intero processo è progettato per essere semplice: basta trovarsi in un ambiente silenzioso, mentre il sistema stesso rileva eventuali rumori e mette automaticamente in pausa il test se necessario.

Una volta completata la procedura, il profilo viene salvato nell’app Salute e può essere condiviso con il medico. Da quel momento, gli AirPods applicano automaticamente le regolazioni audio in tempo reale durante l’ascolto di musica, film, giochi e telefonate.

Adattamento automatico e regolazioni personalizzate

La funzione lavora in modo dinamico sui suoni circostanti, migliorando la chiarezza dell’audio senza che l’utente debba intervenire manualmente. Apple consente comunque di attivare o disattivare il sistema in qualsiasi momento attraverso le impostazioni dedicate.

È inoltre possibile modificare i parametri di amplificazione e il bilanciamento tra auricolare destro e sinistro, adattando ulteriormente l’esperienza alle esigenze personali.

L’obiettivo dichiarato è rendere il controllo della salute uditiva più naturale e frequente, in maniera simile a quanto già avviene con altri parametri monitorati quotidianamente tramite smartphone e dispositivi wearable.

La funzione “Protezione udito” sugli AirPods Pro 3

Accanto alla modalità “Apparecchio acustico”, Apple introduce anche “Protezione udito”, disponibile esclusivamente sugli AirPods Pro 3.

In questo caso il sistema è progettato per ridurre l’esposizione ai rumori forti senza compromettere la qualità del suono riprodotto. La funzione si inserisce in un ecosistema che punta a coprire prevenzione, monitoraggio e correzione dei problemi uditivi direttamente attraverso dispositivi consumer.

Lo studio sull’udito e i segnali da non sottovalutare

La novità arriva insieme ai risultati dell’“Hearing Study”, uno dei più grandi studi mai realizzati sull’udito, condotto con l’Università del Michigan e l’Organizzazione Mondiale della Sanità su oltre 160 mila partecipanti negli Stati Uniti.

I dati raccolti dallo studio mostrano un quadro molto più complesso rispetto a quanto si pensi comunemente. Analizzando oltre 57 mila persone, i ricercatori hanno osservato che una perdita uditiva più marcata è associata a una velocità di camminata più lenta, soprattutto tra gli over 60.

Si tratta di un elemento importante perché la velocità del passo viene considerata un indicatore clinico dello stato generale di salute, collegato al funzionamento di cervello, sistema cardiovascolare, polmoni e muscoli. Il rapporto tra capacità uditiva e mobilità fisica è ancora poco studiato, ma potrebbe avere implicazioni significative sul modo in cui viene affrontato l’invecchiamento.

Un altro dato emerso riguarda invece la percezione soggettiva dell’udito. Tra quasi 85 mila partecipanti classificati clinicamente con un “udito nella norma”, oltre il 16% ha dichiarato di percepire il proprio udito come mediocre o scarso, con difficoltà frequenti nel seguire conversazioni in ambienti rumorosi.

Secondo lo studio, questo dimostra come le valutazioni standard possano talvolta non riflettere l’esperienza reale delle persone nella vita quotidiana. I dati sono stati raccolti dal 2019 attraverso sensori passivi di iPhone e test longitudinali dell’udito, con l’obiettivo di analizzare il comportamento degli utenti nel contesto reale e non solo in laboratorio.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.