Finalmente sono arrivati i due nuovi modelli a intelligenza artificiale per X, Grok-2 e Grok-2 mini, che promettono miglioramenti significativi rispetto alla versione precedente grazie all’introduzione di una specie di “DALL-E social”, ovvero una nuova funzione che appunto permette di generare immagini direttamente sulla piattaforma di Elon Musk.
Cosa cambia tra Grok-2 e Grok-2 mini
Attualmente disponibili in beta per gli abbonati Premium e Premium Plus di X, Grok-2 e Grok-2 mini sono la risposta di Musk ai due GPT-4o (base e mini) di OpenAI. Parliamo di due modelli che, stando a quanto riportato dalla società xAI, risultano già superiori a modelli rinomati come Claude 3.5 Sonnet e GPT-4-Turbo in alcune classifiche di settore.
Va detto che al momento le differenze sono minori. Già avevamo anticipato alcuni aspetti di Grok 2, infatti la vera novità di oggi è quella di Grok-2 mini.
Si tratta di una versione che, seppur più leggera del chatbot principale, offre comunque una combinazione ben bilanciata tra velocità e qualità delle risposte. Un po’ come GPT-4o mini, questa versione ridotta è pensata per chi cerca un’esperienza rapida senza compromettere troppo la qualità delle risposte.
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Grok diventa il DALL-E di X
Una delle principali novità introdotte con questi nuovi modelli è la capacità di generare immagini tramite un sistema basato su prompt. Questa funzionalità, resa possibile grazie al modello Flux 1 di Black Forest Lab, consente agli utenti di creare immagini direttamente su X, dando vita a un nuovo modo di interagire con la piattaforma social.
Tuttavia, le prime immagini condivise online hanno sollevato dubbi, in quanto sembra che ci siano poche restrizioni su cosa può essere generato. Infatti le immagini generate non sembrano essere accompagnate da un avviso che le identifichi come prodotti dall’intelligenza artificiale, il che potrebbe favorire la diffusione di disinformazione visiva.
Resta da vedere come xAI e la piattaforma X affronteranno le sfide poste dalla potenziale diffusione di contenuti controversi generati dall’intelligenza artificiale, e se saranno implementate misure più stringenti per limitare l’uso improprio di questa tecnologia all’avanguardia. Anche perché la stessa concorrenza sta già provando a frenare questo fenomeno, con tecniche come il watermarking nel caso di OpenAI.