OpenAI sta lavorando su un browser basato sull’intelligenza artificiale

OpenAI punta a cambiare le regole della navigazione online con un browser dotato di interfaccia chat, che agirà al posto dell’utente

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
openAI, CriticGPT

OpenAI, la società guidata da Sam Altman che ha sconvolto il mondo tecnologico con il lancio di ChatGPT, si prepara a ribaltare le regole del gioco nella navigazione web. Dopo aver trasformato il modo di interagire con l’intelligenza artificiale, l’azienda punta ora a competere direttamente con Google Chrome, il browser che domina il mercato mondiale con oltre due terzi di quota utenti. La nuova proposta di OpenAI non sarà un semplice browser, ma una piattaforma integrata con “agenti” di IA capaci di agire al posto dell’utente, offrendo un’esperienza di navigazione fluida e altamente personalizzata.

Un’esperienza di navigazione rivoluzionaria: l’intelligenza artificiale al centro

Secondo quanto riportato da Reuters, il browser in arrivo da OpenAI cambierà radicalmente il modo in cui gli utenti si muovono sul web. L’idea è quella di sostituire i tradizionali link con conversazioni dirette gestite dall’intelligenza artificiale, eliminando la necessità di saltare da un sito all’altro.

In pratica, l’utente interagisce con un “agente” digitale — come Operator, il primo esempio lanciato a marzo — che può svolgere compiti complessi, dalla prenotazione di voli all’organizzazione di soggiorni in hotel. Questa integrazione diretta degli agenti IA non solo offre una comodità senza precedenti, ma consente a OpenAI di accedere a dati chiave degli utenti, un asset cruciale nel mercato digitale.

Se questa innovazione venisse adottata dalla vasta base di oltre 500 milioni di visitatori attivi settimanali di ChatGPT, potrebbe mettere sotto pressione uno dei pilastri del successo di Google: il flusso di dati che alimenta il suo modello pubblicitario. In un mercato dove Google Chrome vanta oltre 3 miliardi di utenti e una quota superiore al 66%, la sfida è enorme.

Ma la posta in gioco è alta: Chrome è una fonte fondamentale di informazioni che Alphabet utilizza per indirizzare gli annunci pubblicitari in modo preciso, generando quasi tre quarti del fatturato totale dell’azienda. Negli Stati Uniti, questa posizione dominante ha attirato l’attenzione delle autorità antitrust, con ipotesi di rimedi drastici, fino alla vendita forzata del browser. OpenAI si prepara a cogliere l’opportunità, pronta a rivoluzionare il mercato e sfidare il monopolio esistente.

Oltre il software: OpenAI punta anche sull’hardware per una nuova era tecnologica

Ma la strategia di OpenAI non si limita al software. Dopo aver dominato la scena con ChatGPT, la società sta investendo anche nel settore dell’hardware, entrando così in una dimensione ancora più ampia di innovazione tecnologica.

A maggio, OpenAI ha completato l’acquisizione di ‘io’, startup guidata da Jony Ive, il leggendario designer ex Apple noto per aver creato l’iPhone. L’investimento da 6,5 miliardi di dollari segna una svolta per OpenAI, che si prepara a combinare intelligenza artificiale e design hardware all’avanguardia.

Questa alleanza con uno dei più influenti creativi della Silicon Valley sottolinea la volontà di OpenAI di cambiare non solo il modo in cui interagiamo con i software, ma anche il rapporto fisico tra tecnologia e utente. Una mossa che spaventa le big tech, impegnate da anni a investire massicciamente nell’IA, e che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era, dove software e hardware si fondono per creare esperienze digitali più intuitive e potenti.

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