L’IT-Wallet, il borsellino digitale presente nell’app IO e gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), si prepara a rivoluzionare l’identità digitale degli italiani. Con l’ultimo aggiornamento, l’app non solo permette di custodire in sicurezza patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità, ma presto integrerà oltre 200 documenti diversi, rendendo più semplice e immediato l’accesso a servizi pubblici e privati senza dover portare carte fisiche.
Il salto evolutivo di IT-Wallet
Dopo il lancio sperimentale nel 2024 e la disponibilità generale a dicembre 2025, IT-Wallet ha superato i 10 milioni di attivazioni, con oltre 17 milioni di documenti digitali caricati. Al momento, gli utenti possono salvare nell’app IO patente di guida, tessera sanitaria e carta europea della disabilità, utilizzabili direttamente dal proprio smartphone. L’obiettivo è offrire un’esperienza semplice e sicura, eliminando la necessità di portare fisicamente i documenti.
Con il nuovo aggiornamento, il borsellino digitale si arricchirà di oltre 200 credenziali, tra cui certificati di studio, attestati di residenza, certificazioni Isee, tessere elettorali, badge per dipendenti pubblici e persino strumenti per dimostrare l’età senza condividere dati personali sensibili. Questo rende IT-Wallet uno strumento versatile sia per l’accesso ai servizi pubblici sia per l’interazione con l’ecosistema digitale europeo, in linea con il regolamento eIDAS 2.
Identità digitale anche nel mondo fisico
La vera novità di IT-Wallet rispetto allo Spid è la possibilità di utilizzare l’identità digitale anche nel mondo reale. Come riporta il Sole 24 Ore, la patente virtuale può essere esibita durante i controlli, mentre la tessera sanitaria digitale permette di accedere alle prestazioni sanitarie senza documenti cartacei.
Questa trasformazione è resa possibile dall’evoluzione del Poligrafico in un ecosistema digitale capace di ricevere e rendere fruibili in sicurezza dati provenienti da oltre 200 fonti autentiche. L’Istituto, che da quasi un secolo produce i documenti fisici degli italiani, ora gestisce l’infrastruttura digitale su cui viaggiano milioni di credenziali.
Sicurezza e infrastruttura digitale
Per sostenere la smaterializzazione dei documenti, IPZS si affida a tre data center, due a Roma e uno a Foggia, e un quarto in costruzione, con oltre 10mila sistemi tra server, database e storage, che totalizzano tre petabyte di spazio e 81 terabyte di Ram. Il Green Data Center di Foggia, inizialmente dedicato al disaster recovery, è ora un nodo attivo per l’erogazione dei servizi IT-Wallet.
La cybersicurezza è garantita dal Cyber Physical Security Center di Roma, operativo 24 ore su 24, con un team di 41 professionisti specializzati in ingegneria informatica e intelligenza artificiale. Solo nel 2025 sono stati registrati 187 milioni tra attacchi e tentativi di intrusione, a conferma della sensibilità dei dati gestiti.