Le immagini deepfake relative alle elezioni sono aumentate del 130% su X

Secondo uno studio del Center for Countering Digital Hate i contenuti deepfake su X sono aumentati, in media, del 130% al mese

Redazione
deepfake

Con le elezioni politiche dietro l’angolo, mai come ora il fenomeno del deepfake è sulla bocca di tutti, specie sulle immagini che scorrono sui social media, primo fra tutti X.

X, il social media dei deepfake

Sebbene su ogni social media sia purtroppo presente un contenuto fake, pare che X sia il re delle piattaforme più gettonate dai deepfake. Stando a uno studio del Center for Countering Digital Hate (CCDH), infatti, il volume della disinformazione generata dall’intelligenza artificiale – in particolare le immagini deepfake relative alle elezioni – è aumentato in media del 130% al mese su X (ex Twitter) nell’ultimo anno. Secondo i coautori, la maggior parte dei deepfake su X sono stati creati utilizzando uno dei quattro generatori di immagini AI: Midjourney, DALL-E 3 di OpenAI (tramite ChatGPT Plus ), DreamStudio di Stability AI o Image Creator di Microsoft .

“Esiste il rischio molto concreto che le elezioni presidenziali americane e altri grandi esercizi democratici di quest’anno possano essere minati dalla disinformazione a costo zero generata dall’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Hood a TechCrunch in un’intervista. “Gli strumenti di intelligenza artificiale sono stati distribuiti a un pubblico di massa senza adeguate protezioni per impedirne l’utilizzo per creare propaganda fotorealistica, che potrebbe equivalere a disinformazione elettorale se condivisa ampiamente online”.

Il fenomeno dei deepfake esiste da anni ma è indubbio infatti che l’AI l’abbia fatto crescere ancora di più. Come sottolineato da TechCrunch, infatti, una ricerca citata dal World Economic Forum ha rilevato che i deepfake sono cresciuti del 900% tra il 2019 e il 2020. Sumsub, una piattaforma di verifica dell’identità, ha osservato un aumento di 10 volte del numero di deepfake dal 2022 al 2023.

Ma la cosa più preoccupante di tutte è che è sempre più difficile riconoscere un deepfake, come ha affermato uno studio dell’Università di Waterloo del 2023 dove solo il 61% delle persone è riuscito a distinguere tra persone generate dall’intelligenza artificiale e quelle reali.

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