Con la telemedicina adesso i pazienti si curano anche a distanza

Redazione
intelligenza artificiale

Anche dopo l’emergenza la telemedicina sarà una di quelle applicazioni del digitale nella vita di tutti i giorni che continuerà a sviluppare le proprie potenzialità.


Telelavoro, didattica a distanza, e-commerce e anche telemedicina sono alcune delle modalità di operare attraverso il digitale che si sono maggiormente diffuse durante l’emergenza per permettere il proseguo delle attività. E se naturalmente ci si augura di tornale condividere gli spazi fisici con gli altri senza limitazioni il prima possibile è pur vero che l’esperienza acquisita non sarà riposta in un cassetto, ma anzi verrà sfruttata per raggiungere sempre nuovi traguardi e migliorare servizi e qualità di vita.

Telemedicina, una novità destinata a rimanere anche dopo l’emergenza

Una recente ricerca riportata nel documento redatto dal Parlamento Europeo dal titolo “The rise of digital health technologies during the pandemic” rivela come dall’inizio della pandemia il 58% dei Paesi Eu ha utilizzato la telemedicina per sostituire le consultazioni faccia a faccia, con i medici di famiglia gli ambulatori e gli ospedali che limitavano il contatto faccia a faccia alle visite essenziali, e circa l’84% dei pazienti che ha utilizzavano assistenza medica virtuale nel marzo 2020 lo stava facendo per la prima volta. Sempre secondo il sondaggio la maggior parte dei medici europei crede che la telemedicina sia destinata a restare e giocherà un ruolo significativo ruolo più importante in futuro.

Pur scontando un forte ritardo nell’innovazione digitale in campo sanitario, la telemedicina si è affermata in modo sempre più concreto come tecnologia fondamentale per integrare l’assistenza sanitaria migliorandone efficienza ed efficacia e aiutare i cittadini ad accedere alle migliori cure possibili. Anche l’OMS ha inserito la telemedicina tra i servizi essenziali per il rafforzamento della risposta dei sistemi sanitari al Covid-19. La possibilità di assistere i pazienti da remoto, senza spostarsi fisicamente, sta rivoluzionando la medicina tradizionale in Italia, soprattutto in questa fase ancora emergenziale e la telemedicina si sta rivelando essenziale anche per gestire le infinite liste d’attesa esacerbate dalla pandemia e migliorare il “triage” prima del ricorso a strutture ambulatoriali.

La telemedicina in Italia

La recente approvazione ministeriale delle linee di indirizzo va nella direzione di regolamentare la telemedicina, specificando quali attività potranno essere ricomprese nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e prevedendo che anche prestazioni offerte online possano essere rendicontate e tariffate. L’obiettivo finale, come si evince dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in cui 9 miliardi di euro sono destinati alla digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale, è quello di far sì che la telemedicina diventi un asse portante della sanità territoriale e di sviluppare le competenze telematiche del personale coinvolto.

Net-Medicare il primo portale di medicina digitale multi-tenant in Italia

Un esempio di sviluppo della telemedicina è offerto da Net-Medicare, il primo portale di medicina digitale multi-tenant in Italia, certificato CE e conforme al GDPR. Net-Medicare, startup innovativa dal 2020, rende più agevole il rapporto paziente-medico, supportando così diverse esigenze. Da un lato facilita il professionista medico, che può così erogare prestazioni e televisite ‘sicure’, dall’altro i pazienti, permettendo loro di non muoversi da casa, di essere seguiti con regolarità nelle fasi post-intervento, ad esempio, o nei percorsi di riabilitazione, come quelli previsti nell’ambito psicologico e psichiatrico. Inoltre, i dati sensibili sulla salute personale sono protetti da protocolli di sicurezza severi, così come i pagamenti e le fatturazioni. La piattaforma di telemedicina Net-Medicare tutela rigorosamente tutti i dati.

Una soluzione che, come racconta la dottoressa De Stefano, psicoterapeuta della piattaforma Net-Medicare: “ha consentito di salvaguardare e proteggere la relazione con il paziente, nonostante le molteplici avversità del periodo attuale. La telemedicina rappresenta uno strumento oramai necessario per garantire continuità e cura. Senz’altro non può sostituire gli incontri in presenza ma è una risorsa di grande utilità, se integrata alle modalità classiche della medicina.”

E se il processo di conversione del SSN al digitale sta procedendo, “bisogna ancora mettere in atto altre azioni precise per sfruttare appieno le potenzialità della telemedicina partendo dalla messa a sistema di competenze tecniche, organizzative e professionali, dall’evitare la frammentazione a livello regionale e allocando risorse dedicate anche per la formazione digitale del personale medico e infermieristico”, sottolinea Marco Crimi, Fondatore di Net-Medicare.

Un percorso che vede sempre più complementare la telemedicina con la medicina territoriale: le prestazioni a distanza di servizi di assistenza sanitaria mediante tecnologia informatica stanno creando una rete telematica tra medici, operatori sanitari e pazienti, che è destinata a rafforzarsi sempre più, soprattutto nell’ambito del monitoraggio a distanza, ossia l’uso di dispositivi e piattaforme mobili per effettuare test di routine a distanza, analizzare e comunicare i risultati agli operatori sanitari in real-time; delle applicazioni per la memorizzazione e, potenzialmente, il lancio di risposte automatizzate pre-programmate; e infine della telemedicina interattiva, e cioè la comunicazione e sincrona tra gli operatori sanitari e i pazienti, con condivisione di dati e interazioni.