BCI bidirezionale, una nuova era nella comunicazione cervello-computer

Sviluppata in Cina la prima interfaccia cervello-computer di tipo bidirezionale, più efficiente rispetto alle BCI convenzionali

Redazione

Le interfacce cervello-computer (brain-computer interface, BCI) esistono sin dagli anni ’70, ma solo recentemente hanno reso possibile il controllo dei dispositivi attraverso il pensiero, trasformando i segnali cerebrali in comandi. Un esempio noto è il chip di Neuralink, che sta consentendo alle persone affette da disabilità di compiere azioni altrimenti impossibili. Tuttavia, questa tecnologia è monodirezionale, poiché si limita a decodificare i segnali cerebrali senza restituire alcun feedback. Diverso è il caso di questa nuova BCI, sviluppata da un team di ricercatori cinesi: la prima al mondo a funzionare in modo bidirezionale.

La prima BCI bidirezionale in grado di adattarsi al cervello

Sviluppata da un team di ricercatori delle Università di Tianjin e di Tsinghua (Cina), questa BCI consente di stabilire una comunicazione in entrambi i sensi tra cervello e computer, garantendo una prestazione più stabile e affidabile rispetto alle interfaccie tradizionali.

Il cuore tecnologico di questa BCI è un framework a doppio ciclo basato su un chip memristor, un componente hardware a basso consumo energetico che imita le reti neurali. Il sistema è composto da due elementi chiave: un ciclo di apprendimento automatico, che aggiorna continuamente il decodificatore per adattarsi alle variazioni nei segnali cerebrali. E un ciclo di apprendimento cerebrale, che fornisce feedback in tempo reale per aiutare l’utente a migliorare il controllo.

Secondo lo studio pubblicato su Nature Electronics, il sistema ha dimostrato un aumento dell’efficienza di oltre 100 volte e una riduzione del consumo energetico di 1.000 volte rispetto alle BCI convenzionali.

Inoltre, mentre le BCI tradizionali offrono solo due gradi di libertà, come il movimento su-giù o destra-sinistra, questa nuova interfaccia consente di aggiungere ulteriori movimenti, come avanti-indietro e rotazione, tutti controllati esclusivamente dai segnali cerebrali. Durante una serie di test di sei ore su dieci partecipanti, la tecnologia ha inoltre mostrato un aumento dell’accuratezza del 20% rispetto ai sistemi non adattivi, confermando il suo potenziale pratico.

Questa tecnologia potrebbe avere implicazioni significative in diversi settori. In ambito medico, potrebbe migliorare la qualità della vita di persone con disabilità motorie, consentendo loro di controllare dispositivi elettronici con il pensiero. Nel settore dell’intrattenimento e del gaming, potrebbe rivoluzionare il modo in cui gli utenti interagiscono con le piattaforme digitali, offrendo un’esperienza più immersiva e naturale.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.