Numerose sono le startup che si sono sfidate in quest’ultima edizione di Encubator, il programma promosso da Camera di commercio di Milano, Monza Brianza, Lodi, PoliHub e Politecnico di Milano, per accelerare i progetti del settore Climate Tech. Alla fine, solo queste startup sono salite sul podio grazie alle loro soluzioni innovative.
Encubator, le startup vincitrici dell’ultima edizione
Con la cerimonia del 23 gennaio al Palazzo Giureconsulti di Milano, Encubator ha aperto il suo programma a 7 nuove startup. Grazie al supporto di PoliHub e di partner accademici e industriali, queste realtà potranno ora sviluppare soluzioni innovative per affrontare le sfide ambientali e sociali più urgenti. Oltre a ricevere un grant in denaro, le startup potranno accedere all’omonimo programma di accelerazione di 4 mesi, che offrirà loro supporto per la crescita tecnologica e l’opportunità di entrare in un network di investitori, mentor e aziende impegnate nei settori Climate Tech e sostenibilità.
Tra le startup vincitrici spicca Agreenet, che ha sviluppato materiali innovativi a base vegetale per il packaging alimentare. Grazie ai biopolimeri attivi, gli imballaggi permettono di prolungare la conservazione degli alimenti freschi, riducendo gli sprechi alimentari. Riferisce Repubblica, la startup ha ricevuto anche il Premio Speciale Corepla, che le consentirà di accedere al percorso di accelerazione di Encubator.
Oltre a lei, a essere premiata è anche la startup Orbita Technologies, che ha presentato un sistema di riciclo dei rifiuti elettronici (RAEE) che utilizza robotica e intelligenza artificiale per recuperare chip, componenti e materie prime, riducendo l’impatto ambientale del settore tecnologico. Innovativa è anche Hyper Wind, che ha migliorato le turbine eoliche aumentando la loro efficienza del 15%, con una conseguente riduzione di costi e consumi.
Tra le altre startup premiate troviamo inoltre Alagae Scope, che ha sviluppato biorivestimenti a base di alghe marine per tessuti tecnici, offrendo una valida alternativa biodegradabile alle sostanze chimiche PFAS. E Zerow, che propone invece una piattaforma B2B per la moda circolare, che permette ai brand di rivendere materiali di lusso in eccesso, riducendo sprechi e monitorando l’impatto ambientale.
Chiudono la lista Alkelux, attiva nella produzione di bio-additivi per imballaggi alimentari, e Limenet, che ha ideato un sistema capace di catturare la CO2 dall’atmosfera e trasformarla in bicarbonati immagazzinabili in mare, contribuendo a contrastare l’acidificazione degli oceani.