L’exchange di criptovalute WhiteBIT inaugura una nuova fase della sua espansione globale. Grazie all’acquisizione delle licenze VASP (Virtual Asset Service Provider) in Croazia, Italia e Kazakistan, WhiteBIT potrà entrare in questi nuovi mercati e fornire prodotti e servizi di gestione degli asset digitali di alto livello a una base di utenti più ampia.
WhiteBIT amplia le sue attività B2B e B2C
In questi Paesi, WhiteBIT si concentrerà sulla promozione di soluzioni infrastrutturali per le aziende e di prodotti su misura per gli utenti, pienamente allineati ai requisiti normativi locali.
In particolare, WhiteBIT prevede di ampliare in questi Paesi le sue attività business-to-business (B2B) e business-to-consumer (B2C). Per le aziende, l’exchange offrirà servizi come trading istituzionale, transazioni OTC (over-the-counter), integrazione tramite API e soluzioni CaaS (Crypto-as-a-Service). Per i consumatori, il focus sarà sull’accesso intuitivo e senza interruzioni al trading a pronti.
Ha dichiarato Volodymyr Nosov, fondatore e CEO di WhiteBIT:
“L’ottenimento delle licenze VASP in Croazia, Italia e Kazakistan rappresenta un risultato significativo nella nostra missione di rendere gli asset digitali accessibili a tutti e di integrare l’innovazione nel sistema finanziario. Il nostro obiettivo è guidare l’adozione globale delle criptovalute creando un ecosistema affidabile, trasparente e innovativo per gli utenti. Queste licenze ci permettono di fornire prodotti e servizi di alta qualità in queste regioni, promuovendo al contempo solide partnership con le autorità di regolamentazione che sostengono la trasparenza e la conformità”.
L’espansione europea e l’importanza del mercato
L’ottenimento delle licenze VASP in Croazia, Italia e Kazakistan rappresenta per WhiteBIT una porta d’ingresso in mercati che stanno acquisendo sempre più rilevanza nel panorama globale delle criptovalute.
Secondo il rapporto The 2024 Geography of Crypto di Chainalysis, la regione dell’Europa centrale, settentrionale e occidentale (che comprende Italia e Croazia) rappresenta oggi la seconda economia mondiale di criptovalute, subito dopo il Nord America. Con una quota di mercato del 21,7%, questa regione ha facilitato transazioni on-chain per un valore vicino a 1.000 miliardi di dollari tra luglio 2023 e giugno 2024. Nel frattempo, l’Asia centrale e meridionale (che comprende il Kazakistan) e l’Oceania si sono classificate al terzo posto a livello globale, con il 16,6% del valore totale del mercato.
Per quanto riguarda la Croazia e l’Italia, la recente adozione da parte dell’Unione Europea del quadro normativo MiCA (Markets in Crypto-Assets) segna un momento cruciale per il settore delle criptovalute. Questo quadro non solo fornisce la tanto attesa chiarezza giuridica, ma evidenzia anche l’impegno della regione ad abbracciare il potenziale delle tecnologie emergenti.
Oltre ad aderire alle leggi dei Paesi in cui è presente, WhiteBIT punta costantemente a essere tra i primi a ottenere licenze in nuove giurisdizioni. Infatti quest’anno WhiteBIT è stato uno dei primi exchange di criptovalute a richiedere una licenza in Turchia e a ottenere l’inclusione nel registro ufficiale, dimostrando il suo impegno nel soddisfare i requisiti normativi locali.