11esimo posto a livello mondiale per competenze legate alla sicurezza e alla privacy online, secondo una recente indagine condotta dalla società di cybersecurity NordVPN. Un ottimo risultato per l’Italia, anche se, sempre secondo l’indagine, pur eccellendo nella creazione di password sicure, molti italiani faticano a comprendere alcuni aspetti importanti della cybersecurity, nonché i rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale sul lavoro.
I risultati della ricerca di NordVPN in Italia
Indagine annuale su scala mondiale basata quest’anno sulla raccolta di 25.567 risposte provenienti da 181 Paesi, il National Privacy Test di NordVPN mira a valutare il livello di consapevolezza delle persone riguardo alla protezione dei dati personali e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle minacce digital.
In sintesi, secondo i ricercatori, i dati raccolti indicano un progressivo peggioramento della consapevolezza in materia di privacy online e sicurezza informatica a livello globale. E l’Italia non è da meno, anche se non manchino gli aspetti positivi.
Cybersecurity, solo il 7% in Italia conosce la situazione
Gli italiani dimostrano competenze particolarmente elevate nella creazione di password sicure, con il 98% degli intervistati che afferma di essere in grado di generarle correttamente. Allo stesso modo, il 94% degli italiani sa come riconoscere e gestire offerte sospette di servizi di streaming.
Nonostante gli ottimi risultati nella gestione di password e offerte sospette, emergono alcune aree di debolezza significative. Solo il 7% degli italiani sa quali problematiche di privacy considerare quando si utilizza l’intelligenza artificiale in ambito lavorativo.
Inoltre, solo il 9% degli italiani è informato sui dati raccolti dai fornitori di servizi internet attraverso i metadati, e una piccola percentuale (12%) è consapevole delle soluzioni per proteggere la propria rete Wi-Fi domestica, spesso considerata sicura per impostazione predefinita.
Buone pratiche e conoscenze in crescita
Nonostante alcune carenze, ci sono anche segnali incoraggianti. Ad esempio, il 49% degli italiani oggi sa come reagire in caso di violazione informatica, una percentuale in aumento rispetto al 45% dell’anno precedente. Questo miglioramento potrebbe essere il risultato di una maggiore attenzione alle tematiche di sicurezza, spinta anche da un numero crescente di violazioni e attacchi informatici.
Gli italiani dimostrano inoltre una buona conoscenza delle autorizzazioni da concedere alle app (89%), dei rischi connessi al salvataggio dei dati della carta di credito sul browser (88%) e di quali informazioni sensibili evitare di condividere sui social media (85%). Tuttavia, solo il 18% degli italiani sa come conservare le password in modo sicuro, un dato che sottolinea la necessità di ulteriori sforzi educativi in questo ambito.