I pagamenti digitali generano fino al 93% di CO2 in meno rispetto al contante

Secondo uno studio una transazione in contanti emette il 14% in più di emissioni di CO2 rispetto a un pagamento digitale

Redazione
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I pagamenti digitali sono sempre più in crescita e questo è un bene anche per l’ambiente. Secondo lo studio “Accelerating the decarbonisation of payments” promosso da Worldline in collaborazione con l’Università Paris Dauphine-PSL, merge, infatti, che pagamenti online, invece, ridurrebbero l’impronta di carbonio fino al 93%.

Il lato green dei pagamenti digitali

Uno dei principali risultati dello studio è che un pagamento in contanti genera circa 2,8 g di emissioni, rispetto ai 2,45 g prodotti da un pagamento cashless, senza tener conto dell’impatto sull’ambiente che può avere l’attività di prelievo di banconote, che comporta l’utilizzo di mezzi di trasporto, ma anche la doppia stampa delle ricevute e dei componenti fisici della catena del valore, come le carte in plastica e il terminale di pagamento. Tenendo conto di questi fattori, una singola transazione in contanti può emettere fino 36,8 g di CO2, circa 15 volte in più rispetto ai pagamenti digitali.

Diverse sono le soluzioni che potrebbero diminuire ancora di più l’impatto ambientale anche in caso di pagamenti digitali. Tra queste vi sono la virtualizzazione delle carte e l’utilizzo di pagamenti da smartphone a smartphone, che comporterebbero fino al 70% di emissioni in meno e i già citati pagamenti online.

Per saperne di più: Sostenibilità e digitale: le nuove tecnologie in aiuto del Pianeta

“La riduzione delle emissioni legate alle transazioni di pagamento dipende ora dalla nostra capacità di cambiare le nostre abitudini”, spiega Sébastien Mandron. “Per progredire verso un’industria più decarbonizzata sarà necessario ridurre i dispositivi fisici e utilizzare maggiormente le infrastrutture digitali che comportano meno emissioni e vantaggi diretti sull’ambiente, mantenendo al contempo sicurezza e convenienza ai massimi livelli. La necessità è di lavorare collettivamente come un ecosistema verso benefici comuni per operatori del settore, banche, autorità di regolamentazione e cittadini”.

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