Il 95% degli italiani sa cos’è l’AI generativa

L’Osservatorio Nuove Tecnologie di Ipsos, insieme a Vincenzo Cosenza, hanno cercato di capire come viene usata l’AI generativa in Italia

Redazione
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L’Osservatorio Nuove Tecnologie di Ipsos, in collaborazione con Vincenzo Cosenza, si è occupato di approfondire il tema dell’Intelligenza Artificiale e della GenAI. Ne è emerso che l’AI è un argomento piuttosto conosciuto dagli italiani e in particolare sono conosciute le app di AI generativa.

L’AI in Italia

Quanto ne sanno gli italiani e le italiane dell’intelligenza artificiale? Secondo i dati il 75% del campione afferma di conoscere le app di AI Generativa, quota che tra i giovani della Generazione Z aumenta all’88%, contro soltanto il 25% che dichiara di non averne mai sentito parlare. Tra le varie app, neanche a dirlo, la più nota è ChatGPT con il 64% delle persone che la conoscono.

La ricerca ha poi indagato su come viene utilizzata l’AI generativa. Il risultato è che viene scelta principalmente per uso personale e creativo (70%), seguito dal lavoro (33%) e studio (25%, ma 44% tra la GenZ).

Il 43% delle persone intervistate (quota che aumenta al 51% tra la GenY e al 60% tra la GenZ) mostra già consapevolezza dell’importanza delle competenze digitali nel contesto lavorativo attuale e futuro, segnalando apertura e volontà di crescita professionale anche grazie a tali tecnologie.

Tra questi, il 14% riconosce subito l’urgenza di formarsi per poter continuare ad essere competitivi nel proprio ambiente lavorativo e il 29% ne riconosce l’utilità, anche se non è strettamente necessario per il futuro della propria carriera.

Al contrario, è il 34% a dichiarare di non essere propenso a intraprendere percorsi di formazione. Tra cui, il 22% afferma di non sentirne l’urgenza in quanto non avrà alcun impatto in futuro e il 12% dichiara di essere fuori dal mercato del lavoro.

Per saperne di più: Intelligenza artificiale: cos’è e come funziona, tutto sulla AI

“Visto il ritmo delle innovazioni nel campo della GenAI, per i professionisti e le aziende, la formazione in IA non è più un’opzione, ma una necessità. La contrapposizione uomo-macchina non ha senso, perché la vera competizione sarà tra i “professionisti aumentati”, in grado di utilizzare la tecnologia per potenziare il proprio lavoro, e coloro che rimarranno ancorati al passato” dichiara Vincenzo Cosenza, consulente di marketing e innovazione.

Infine, un dato interessante è che il livello di fiducia nei confronti dell’intelligenza artificiale sembra essere aumentato anche se ci si aspetta di avere maggiori garanzie e normative soprattutto rispetto alla veridicità delle risposte (50%) alla trasparenza nelle fonti utilizzate per generare il contenuto (48%), al rispetto della privacy degli utilizzatori (45%) alle implicazioni etiche e alla salvaguardia dei diritti umani, 44% e al rispetto dei diritti dei produttori di contenuti, 33%.

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