La startup Fody combatte l’inquinamento degli scarti tessili

Tra le startup attive nel progetto PRISMA, Fody punta a creare economia circolare combattendo l’inquinamento tessile

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Economia circolare, sostenibilità e inclusione sociale sono i pilastri di un progetto tutto toscano, ovvero la startup Fody.

Sostenuta grazie al programma di accelerazione Prisma, si trova tra le startup presentate recentemente a Sios2023. Si tratta di un evento organizzato da Nana Bianca all’interno di Innovation Center di Fondazione CR Firenze.

Fody, la startup che punta alla sostenibilità tessile

Con sede a Pistoia, Fody nasce per dare una risposta concreta all’inquinamento causato dallo smaltimento degli scarti tessili. Dato il successo dell’operazione, la startup si è posta come obiettivo per il 2030 quello di arrivare a donare un milione di coperte riciclando oltre mille tonnellate di scarti tessili.

Grazie a una piattaforma online, Fody coinvolge le aziende in campagne di responsabilità sociale, e raccoglie tutti gli scarti tessili dalle aziende per trattarle in laboratori dove artigiani e apprendisti lavorano il materiale e danno una nuova vita.

Per saperne di più: Sostenibilità e digitale: le nuove tecnologie in aiuto del Pianeta

Altro punto nobile della startup è l’attiva partecipazione ai lavori e alla formazione professionalizzante di apprendisti con disabilità intellettiva. Segnaliamo che per ogni prodotto commercializzato Fody realizza una coperta salvavita, donata ad associazioni benefiche. Le ultime sono state destinate all’Ucraina.

Il supporto del progetto Prisma

Tra le startup partecipanti al Progetto Prisma, il programma di accelerazione startup di Casa delle tecnologie emergenti, messa a disposizione dal Comune di Prato, Fody ha sposato in pieno l’obiettivo del progetto di creare nuove forme di economia circolare.

Lo stesso Luca Freschi, Ceo di Fody, ha potuto dare vita ad suo nuovo progetto, oggi in via di realizzazione, con al centro i tessuti di campionario che la grande azienda aveva necessità di smaltire. Come racconta a InToscana:

“Vogliamo dimostrare con i nostri progetti che innovazione e responsabilità sociale possono andare avanti di pari passo e vedere aziende del calibro di Faliero Sarti abbracciare la nostra filosofia ha un valore immenso. Ci consente di pianificare sforzi di assistenza su larga scala e attivare nuovi laboratori inclusivi. Siamo felici di lanciare la prima collezione di prodotti unici di co-branding, che saranno dotati di un passaporto digitale che ne racconta la storia”.

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