LinkedIn: occhio alla cybersecurity

Secondo una ricerca di NordLayer la cybersecurity delle aziende su LinkedIn è sempre più a rischio. Ecco i dati emersi dallo studio

Redazione
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LinkedIn, il social media del lavoro, deve cercare di difendersi dagli attacchi alla cybersecurity. Secondo alcune analisi, infatti, oltre la metà delle aziende è stata truffata sulla piattaforma. A dirlo è una ricerca di NordLayer, che si occupa di sicurezza delle imprese.

La cybersicurezza su LinkedIn 

Secondo le analisi, neanche a dirlo, le più colpite dalle truffe alla cybersecurity sono le grandi aziende (circa il 65%).

Pare che la pratica più gettonata per truffare le aziende sia anche quella più sentita ovvero inviare un messaggio contenente un link sospetto (47%). Tra le altre vi sono anche le offerte di lavoro false (47%), richieste di collegamento da sconosciuti con link dannosi nei messaggi (41%) e richieste di contatto da finti team tecnici (38,8%).

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Gli utenti che hanno ricevuto questo genere di messaggi nella maggior parte dei casi hanno contattato il supporto LinkedIn (71%) o pubblicato una post sui social dei truffatori (71%) mentre il 51% ha contattato le forze dell’ordine.

“Come su qualsiasi altro social media, gli aggressori e i truffatori cercano informazioni e denaro sotto minaccia di rovinare la reputazione delle vittime” ha spiegato Carlos Salas, esperto di cyber security di NordLayer

Pare infatti che il rischio più grande per un’azienda sia proprio perdere la sua reputazione o almeno secondo il 48%. Nello specifico, le aziende id meie dimensioni hanno subito danni reputazionali (47%) e furti/danni ai contatti dei clienti (45%). Le PMI, invece, hanno subito soprattutto perdite di denaro, (67%), interruzione dell’attività e furto di proprietà intellettuale (58%).

“Uno dei modi migliori per proteggere la propria azienda dalle truffe su LinkedIn si basa su una formazione costante delle proprie risorse umane, affinché si formi una piena consapevolezza sull’esistenza di queste problematiche e di conseguenza la capacità di riconoscerle” ha concluso Salas.

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