Bitcoin, la correlazione con l’azionario tocca i minimi da due anni

Presentata la 16° edizione del report trimestrale su ecosistema Bitcoin, crypto-asset e blockchain curato dal Digital Gold Institute (DGI)

Redazione
Crypto, bitcoin

In questi giorni è stato presentata la sedicesima edizione del report trimestrale su ecosistema Bitcoin, crypto-asset e blockchain curato dal Digital Gold Institute (DGI). Ecco cosa è emerso dallo studio.

Bitcoin in crescita anche questo trimestre

Il mondo dei Bitcoin chiude un altro trimestre col segno più arrivando a +6% e portando il livello di apprezzamento complessivo da inizio anno a +83%. Una performance che, se paragonata con l’indice Nasdaq al 31%, denota la sempre più evidente la decorrelazione tra Bitcoin e azionariato. Infatti, la correlazione tra il mondo cripto e le altre asset class in questo trimestre si è addirittura azzerata. “La diminuzione delle correlazioni conferma che Bitcoin diversifica significativamente l’allocazione patrimoniale: il suo inserimento in un portafoglio di investimento riduce il rischio a parità di rendimento atteso e aumenta il rendimento atteso a parità di rischio. Negli ultimi due anni Bitcoin è stato correlato con l’azionario tecnologico nordamericano, oggi non lo è più: questa mutabilità dimostra in realtà che Bitcoin è una nuova diversa asset class, non realmente assimilabile a quelle tradizionali”, ha commentato Ferdinando Ametrano, direttore scientifico del DGI e docente di Bitcoin and Blockchain Technology a Milano-Bicocca e Parigi ESSEC Business School.

Il mercato però spera ancora in una crescita dei valori anche perché BlackRock ha richiesto alla Security Exchange Commission (SEC) la quotazione di un ETF su Bitcoin e, in dieci anni su quasi 600 domande presentate, solo una è stata rifiutata “Questa ultima richiesta, se anche avesse risposta negativa, evidenzia comunque che ci sono significativi capitali in cerca di modalità semplici per investire in Bitcoin”, ha aggiunto Ametrano, “Alla luce di questa constatazione, anche la stretta regolamentare della SEC sugli operatori cripto, con cause legali a Coinbase e Binance, sembra in realtà semplicemente l’opportunità di risolvere una volta per tutte le incertezze regolamentari di questo settore”.

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Infine, in occasione della presentazione del report come sempre, è intervenuto un ospite di particolare prestigio e quest’anno è stata la volta di Filippo Annunziata, professore all’Università Bocconi e Ca’ Foscari Venezia. “Siamo alle soglie di importanti trasformazioni legislative e regolatorie dell’industria delle cripto attività”, ha esordito il prof. Annunziata. “Il Regolamento MiCA, recentemente approvato dai legislatori dell’Unione Europea, introduce un quadro uniforme relativo alle regole del mercato cripto. L’Europa si pone così all’avanguardia rispetto ad altri sistemi. Seppur non privo di imperfezioni (e di incompletezze) il Regolamento MiCA è uno sforzo legislativo enorme, che non ha eguali nel resto del Mondo. La risposta che l’Europa vuole dare ai gravi e diffusi fallimenti di mercato del cosiddetto ‘crypto-winter’ è certamente forte, e sottoporrà un’industria, per di più non regolata o scarsamente regolata, a standard non dissimili da quelli dell’industria finanziaria tradizionale. Molte sono le questioni che restano ancora sul tavolo, ivi incluso lo status di Bitcoin, nonché la disciplina delle cripto attività in sé considerate, lasciate alle legislazioni nazionali degli stati Membri. Tuttavia, non si può non valutare positivamente l’impianto della nuova disciplina, che sarà compiutamente applicabile alla fine del 2024”.

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