Intelligenza artificiale: a che punto siamo?

L’Unicusano ha realizzato una ricerca per capire come la tecnologia di intelligenza artificiale impatta sul quotidiano

Redazione

Il mercato dell’intelligenza artificiale è sempre più in crescita tanto che, secondo le previsioni, raggiungerà i 300 miliardi di dollari entro il 2026. A confermarlo è una ricerca condotta da Unicusano che cerca di capire a che punto siamo con la tecnologia AI e l’impatto che ha sul quotidiano.

Intelligenza artificiale: potenzialità e rischi

Oggi tutti i giorni si utilizza la tecnologia di intelligenza artificiale. A volte lo si fa inconsciamente dato che si trova nei dispositivi tech di tutti i giorni, altre invece lo si fa per vera e propria necessità: secondo la ricerca di Unicusano, il 60% delle persone non può fare a meno dell’AI.

Dalle origini dell’AI a oggi, infatti, sono stati fatti molti passi in avanti. Basti pensare che prima dell’arrivo di voicechat e chatbot la customer experience era caratterizzata da un disordine concettuale, da un perdita di tempo e denaro e da incomprensioni. Con l’AI questo è sparito o si è ridotto notevolmente. Non è un caso, infatti, se la tecnologia ha grandi potenzialità soprattutto in ambito lavorativo. La ricerca, nello specifico, ha evidenziato 10 vantaggi dell’introduzione dell’AI nel mondo del lavoro come: il risparmio di tempo nell’espletamento delle attività, la riduzione dei margini di errore, l’aumento delle performance e l’aumento delle entrate, il risparmio di denaro, l’individuazione tempistica di eventuali problemi, il miglioramento dell’esperienza con il cliente, l’elaborazione di enormi quantità di dati, la possibilità di ricevere analisi predittive puntuali e di fornire supporto continuo sette giorni su sette.

Per saperne di più: Intelligenza Artificiale, cos’è e come funziona. Tutto sulla AI

Va detto, però, che c’è ancora una grossa fetta di utenti, pari al 40% circa, che non si fida dell’AI e oltre il 71% teme che questa innovazione avrà un impatto negativo sul lavoro specie nei campi di: copywriting, traduzioni, programmazione, ricerca, insegnamento e strategist. Dati che, stando alle indagini di Unicusano, non sono troppo distanti dalla realtà visto che si stima che l’AI entro sette anni sarà responsabile della perdita di circa 73 milioni di posti di lavoro negli Stati e di 15 milioni in Europa.

Guardando nello specifico all’Italia per il mercato dell’intelligenza artificiale è prevista una crescita del 41,4% entro il 2024 solo in ambito aziendale. Nello specifico a beneficiarne maggiormente saranno i settori dei servizi finanziari, dei trasporti, del retail dei servizi pubblici, dell’industria manifatturiera e della sanità.

Federico Morgantini Editore

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