ChatGPT supera l’esame di abilitazione alla professione medica

Il software di intelligenza artificiale ChatGPT ha sorprendentemente superato l’esame di abilitazione alla professione medica negli USA

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
ChatGPT, ai generativa

Ciao, 
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo. 
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!

Il software di intelligenza artificiale ChatGPT è stato in grado di superare l’esame di abilitazione alla professione medica negli Stati Uniti, che di solito richiede anni di formazione, secondo quanto riportato da Scitech Daily.

L’impatto di ChatGPT sulla medicina

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista PLOS Digital Health, ChatGPT ha dimostrato di essere in grado di raggiungere o superare la soglia del 60% all’esame di abilitazione alla professione medica negli Stati Uniti (USMLE). Lo studio, condotto da Tiffany Kung e Victor Tseng del centro di riabilitazione polmonare virtuale AnsibleHealth, ha rilevato che le risposte del chatbot di OpenAI sono coerenti, hanno senso e spesso contengono informazioni utili. I risultati di questo studio suggeriscono che ChatGPT ha il potenziale per avere un impatto significativo nel campo della medicina e dell’assistenza sanitaria.

Test superato

Kung e colleghi hanno testato le prestazioni di ChatGPT nell’USMLE, che consiste in una serie di esami volti a valutare conoscenze che abbracciano la maggior parte delle discipline mediche, dalla biochimica al ragionamento diagnostico, fino alla bioetica. Nei tre esami previsti, il chatbot ha ottenuto un punteggio compreso tra il 52,4% e il 75,0%, dimostrando una concordanza del 94,6% tra tutte le sue risposte e una comprensione significativa per l’88,9%. In particolare, ChatGPT ha superato le prestazioni di PubMedGPT, un modello omologo addestrato esclusivamente sulla letteratura biomedica, che ha ottenuto un punteggio del 50,8% su un vecchio set di domande in stile USMLE.

Un chatbot come collega

Secondo gli autori, i risultati del loro studio fornirebbero un’idea del potenziale di ChatGPT per migliorare la formazione medica e, in ultima analisi, la pratica clinica. I medici di AnsibleHealth, ad esempio, usano già questo software di intelligenza artificiale per riscrivere i referti e facilitarne la comprensione da parte dei pazienti. La dottoressa Tiffany Kung ha aggiunto che il ruolo di ChatGPT in questa ricerca va oltre il semplice ruolo di oggetto di studio: «Abbiamo interagito con ChatGPT come se fosse un collega, chiedendogli di sintetizzare, semplificare e offrire punti di vista. Tutti i coautori hanno apprezzato il suo contributo».

Federico Morgantini Editore