Google Project Starline, la cabina per video chat 3D, entra nelle aziende per il test | Video

Fisicamente distanti, ma visivamente presenti. La grande rivoluzione dell’ultima tecnologia di Big G per abbattere le barriere dello spazio nella comunicazione

Simona Politini
Telepresenza: Google Project Starline video chat 3D

Trovarsi a parlare nella stessa stanza con una persona senza esserlo realmente? Ora si può. E non stiamo parlando del surrogato di noi in formato avatar, ma proprio di noi, con indosso i vestiti scelti al mattino e i capelli un po’ scomposti. La percezione della distanza sta per vivere un nuovo sconvolgimento: Google Project Starline, la cabina per video call 3D, sta per essere consegnata ad un numero selezionato di grandi aziende per compiere un nuovo, forse ultimo, step della sua fase test.

Lo ha appena annunciato Big G. : “Man mano che il lavoro ibrido espande la sua impronta, il modo in cui lavoriamo e collaboriamo continua ad evolversi. Stiamo continuando a esplorare modi per riunire i team e facilitare la connessione dei dipendenti da lontano attraverso la tecnologia. I prototipi di Project Starline si trovano negli uffici di Google negli Stati Uniti, con i dipendenti che utilizzano la tecnologia ogni giorno per le riunioni, l’onboarding dei dipendenti e la creazione di rapporti tra i colleghi. Oltre ai dipendenti di Google, abbiamo anche invitato più di 100 partner aziendali in aree come i media, l’assistenza sanitaria e la vendita al dettaglio a partecipare a demo presso gli uffici di Google e a fornirci feedback sull’esperienza e sulle applicazioni per le loro attività. Oggi stiamo ampliando i nostri sforzi di test attraverso un programma di accesso anticipato con partner aziendali come Salesforce, WeWork, T-Mobile e Hackensack Meridian Health. A partire da quest’anno, inizieremo a installare i prototipi negli uffici di partner selezionati per i test regolari”.

Telepresenza: arriva Google Project Starline

Project Starline di Google era stato presentato ufficialmente a maggio del 2021. Come racconta Google nel suo Blog, tutto è partito dalla domanda: “Come potremmo usare la tecnologia per creare la sensazione di stare insieme a qualcuno, proprio come se fosse effettivamente lì?”. La risposta a questo quesito avrebbe delle potenzialità enormi. “Immagina di guardare attraverso una sorta di finestra magica − dice Google −, e attraverso quella finestra, vedi un’altra persona, a grandezza naturale e in tre dimensioni. Puoi parlare in modo naturale, gesticolare e stabilire un contatto visivo”, aggiungici all’aspetto emozionale quello pratico di poter usare Starline in molteplici ambiti, diciamo noi, e soprattutto immagina già adesso il futuro.

Computer vision, machine learning, audio spaziale e compressione in tempo reale sono le tecnologie applicate al progetto. Google Project Starline è stato dotato anche di un rivoluzionario sistema di visualizzazione del campo luminoso che crea un senso di volume e profondità che può essere sperimentato senza la necessità di occhiali o cuffie aggiuntivi. Più dettagli tecnologi del progetto si possono trovare all’interno di un documento pubblicato nell’area Google Research . Ad ogni modo, “L’effetto è la sensazione di una persona seduta proprio di fronte a te, come se fosse proprio lì”, assicura Google.

Starline, molto più vicini che con una video chiamata

Da quell’annuncio di maggio, il lavoro su Starline non si è mai fermato. Google si è così impegnato nel misurare l’impatto delle esperienze di centinaia di suoi dipendenti di con Project Starline e i risultati hanno mostrato che ci si sente molto più vicini all’essere nella stessa stanza con qualcuno rispetto alle tradizionali videochiamate. È stato riscontrato un aumento di alcuni dei segnali più importanti che spesso si perdono nelle videochiamate, come l’attenzione, il richiamo della memoria e il senso generale di presenza. Pubblicati a novembre sul Blog aziendale, ecco i risultati che i ricercatori Google hanno rilevato confrontando Project Starline con le videochiamate tradizionali:

  • Le persone hanno mostrato più comportamenti non verbali come 40% in più di gesti delle mani, 25% in più di cenno del capo e 50% in più di movimenti delle sopracciglia.
  • Le persone hanno avuto un ricordo decisamente più nitido quando hanno utilizzato Project Starline, registrando circa il 30% in più quando è stato chiesto di ricordare i dettagli della loro conversazione o il contenuto di una riunione.
  • Le persone si sono concentrate circa il 15% in più sul loro partner di call in un test di rilevamento dello sguardo, suggerendo che l’attenzione visiva è migliorata quando si utilizza Project Starline.

Federico Morgantini Editore

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