Optimal Transit, società statunitense, ha progettato una nave multifunzionale capace di trasformarsi in una vera e propria infrastruttura energetica offshore. Il progetto, denominato Blue Economy VITAL 100 MW Kraaken, combina produzione di elettricità, desalinizzazione dell’acqua e capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale in un’unica piattaforma galleggiante a zero emissioni.
Una nave che produce energia per 32.000 abitazioni
La nuova configurazione del Kraaken nasce appena cinque settimane dopo la presentazione del progetto originale, inizialmente concepito come data center AI offshore autosufficiente. Ora una parte significativa dell’energia viene invece destinata alla produzione di elettricità e acqua dolce da esportare direttamente verso le aree costiere.
Il sistema può generare 40 MW di elettricità pulita, una quantità sufficiente ad alimentare circa 32.000 abitazioni. A questa capacità si aggiunge la produzione quotidiana di 7,9 milioni di galloni di acqua dolce, pari a circa 30 milioni di litri, destinata a circa 150.000 persone attraverso un processo di desalinizzazione vacuum-flash.
Restano inoltre 60 MW di potenza dedicati al calcolo ad alte prestazioni, compresi i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale e alle esigenze di gestione sovrana dei dati.
Stabilità offshore e collegamento rapido alla costa
Il Kraaken utilizza una collaudata architettura SWATH (Small Waterplane Area Twin Hull), caratterizzata da due scafi e da una ridotta superficie di galleggiamento. A questa soluzione viene abbinato un sistema di ormeggio flessibile progettato per garantire stabilità in mare.
Energia, acqua e dati possono essere trasferiti verso la terraferma attraverso uno speciale sistema di collegamento ombelicale a sgancio rapido. La caratteristica permette alla nave di scollegarsi e spostarsi in poche ore in caso di condizioni meteorologiche particolarmente severe o di cambiamenti nelle esigenze operative, per poi essere riconnessa rapidamente.
La piattaforma potrebbe inoltre essere impiegata nelle emergenze: secondo il progetto, una nave potrebbe essere dispiegata in pochi giorni per fornire elettricità e acqua potabile a infrastrutture costiere danneggiate, senza dipendere dalle reti terrestri eventualmente distrutte.
Cinque navi possono diventare un “Power Park”
L’architettura è pensata per essere scalabile. Cinque Kraaken potrebbero essere riuniti in un vero e proprio “Sovereign Power Park” offshore, arrivando a produrre complessivamente 200 MW di elettricità, 40 milioni di galloni di acqua dolce e 300 MW di capacità di calcolo.
L’obiettivo è concentrare in mare infrastrutture che, sulla terraferma, richiederebbero invece tre progetti distinti. Secondo i dati forniti dai progettisti, realizzare strutture equivalenti avrebbe un costo compreso tra 750 milioni e 1,33 miliardi di dollari, oltre a dover affrontare procedure autorizzative, vincoli urbanistici e code per il collegamento alla rete che possono richiedere dai sei ai dieci anni.
Una possibile alternativa ai generatori diesel
Il modello punta soprattutto alle aree costiere caratterizzate da reti elettriche poco affidabili e da una forte dipendenza dalla generazione autonoma a diesel, come Africa subsahariana, Asia meridionale e sud-orientale e isole del Pacifico.
In questi mercati, il costo dell’elettricità prodotta con generatori diesel può raggiungere 0,40-0,55 dollari per kWh. Il Kraaken potrebbe quindi operare come fornitore di servizi pubblici autonomo, anche senza considerare i ricavi derivanti dalle attività di data center.
Secondo le stime del progetto, la soluzione offshore potrebbe inoltre ridurre i costi di sviluppo rispetto alle alternative terrestri di circa il 22-56%, arrivando a rappresentare tra il 44% e il 78% del costo delle infrastrutture tradizionali.
Fonte: Interesting Engineering