Il governo britannico guidato da Keir Starmer accelera sulla regolamentazione del digitale e prepara una stretta senza precedenti sui social media per i minori. Il premier laburista ha annunciato l’intenzione di introdurre un divieto totale di accesso ai social per gli under 16, sostenendo che molte piattaforme siano progettate per creare dipendenza e possano esporre i ragazzi a contenuti dannosi.
Il piano del governo britannico contro i social
Secondo quanto annunciato da Starmer, il provvedimento riguarderà piattaforme come TikTok, Instagram, Facebook, Snapchat, YouTube ed X, mentre resteranno esclusi i servizi di messaggistica privata come WhatsApp.
L’obiettivo del governo è approvare una legge specifica entro la fine di dicembre, così da permettere l’entrata in vigore delle nuove restrizioni nella primavera del prossimo anno. Nel suo intervento, il premier britannico ha spiegato che i social network starebbero contribuendo a rendere i minorenni “più infelici”, aumentando inoltre il rischio di esposizione a materiali considerati pericolosi o inadatti.
Starmer ha evidenziato anche il tema della dipendenza digitale, accusando alcune piattaforme di essere costruite per trattenere gli utenti il più a lungo possibile attraverso meccanismi di coinvolgimento continuo.
Le altre restrizioni allo studio per i giovani
Il progetto del governo laburista non si limiterà al solo bando per gli under 16. Riferisce l’ANSA, Londra starebbe infatti valutando ulteriori misure rivolte ai minori di 18 anni, con l’obiettivo di ridurre il tempo trascorso online.
Fra le ipotesi allo studio figurano restrizioni contro lo scorrimento infinito dei contenuti sugli smartphone, oltre a limitazioni dedicate ai servizi di gioco online e alle piattaforme di live streaming.
Starmer ha spiegato di essersi ispirato al modello adottato dall’Australia, il primo Paese al mondo ad aver introdotto un divieto generalizzato per i minori. Secondo il premier britannico, l’esperienza australiana avrebbe già mostrato risultati positivi sul fronte della sicurezza online.
Critiche dell’opposizione e reazione delle piattaforme
L’annuncio ha immediatamente acceso il dibattito politico nel Regno Unito. I partiti d’opposizione, a partire dai Conservatori, hanno criticato il governo sostenendo che l’intervento arrivi “troppo tardi” rispetto alla crescita dei problemi legati all’utilizzo dei social da parte dei giovani.
Nel frattempo sono iniziate anche le proteste delle grandi piattaforme tecnologiche. Un portavoce di YouTube ha avvertito che un divieto generalizzato rischierebbe di spingere i minori verso “servizi meno sicuri”, difficili da controllare e monitorare.
Di segno opposto invece la reazione del premier australiano Anthony Albanese, che ha espresso sostegno all’iniziativa britannica definendola “un passo importante”. In un messaggio pubblicato su X, Albanese ha sottolineato che i giganti dei social operano oltre i confini nazionali e che una collaborazione internazionale potrebbe aumentare la responsabilità delle piattaforme nella tutela dei minori online.