AMD ha avviato la produzione in fase di ramp del suo nuovo processore EPYC Venice da 256 core, segnando un passaggio decisivo nell’evoluzione dei chip per data center e calcolo ad alte prestazioni. Il progetto è realizzato da TSMC sul nodo produttivo N2 a 2 nanometri, attualmente uno dei più avanzati al mondo, e rappresenta il primo prodotto HPC dell’industria a raggiungere questa fase su tale tecnologia.
Avvio della produzione sul nodo TSMC N2
Il nuovo EPYC Venice viene realizzato negli stabilimenti di TSMC a Taiwan, dove il nodo 2nm N2 è entrato in produzione di massa solo di recente. AMD è tra i primi clienti a sfruttare questa tecnologia per un processore server di fascia alta, mentre gran parte della capacità iniziale è stata assorbita da altri attori del settore consumer.
La scelta del nodo N2 si inserisce in una strategia precisa: ottenere maggiore densità di transistor e riduzione dei consumi energetici. Secondo AMD, questo passaggio consente di rispondere alla crescente domanda di potenza di calcolo, soprattutto in ambiti come AI, cloud computing e analytics avanzati, dove i carichi di lavoro sono sempre più complessi e paralleli.
Architettura a 256 core e salto prestazionale
Il cuore del nuovo processore è rappresentato dai 256 core basati su architettura Zen 6, un numero che segna un nuovo massimo per la linea EPYC. AMD stima un incremento fino al 70% delle prestazioni di calcolo rispetto all’attuale generazione EPYC Turin, un dato che ridefinisce il posizionamento competitivo dell’azienda nel segmento server.
Il chip è progettato per gestire carichi estremamente intensivi e scalabili, rendendo più efficiente l’elaborazione in ambienti multi-tenant e infrastrutture cloud. Lisa Su, CEO di AMD, ha sottolineato come l’evoluzione dei workload legati all’intelligenza artificiale richieda piattaforme capaci di passare rapidamente dalla fase di innovazione a quella produttiva, un’esigenza a cui Venice mira a rispondere.
Nuova piattaforma SP7 e banda di memoria potenziata
Tra le principali novità introdotte da EPYC Venice c’è la nuova piattaforma SP7, accompagnata da un significativo aumento della capacità di memoria. Il processore supporta fino a 16 canali di memoria, con una banda che raggiunge circa 1,6 TB/s per socket, un valore pensato per sostenere applicazioni ad altissima intensità di dati.
A questo si aggiunge un raddoppio della banda CPU-GPU, elemento che suggerisce il supporto a tecnologie di interconnessione avanzate, probabilmente compatibili con standard come PCIe 6.0. L’obiettivo è migliorare l’integrazione tra elaborazione centrale e acceleratori grafici, sempre più centrali nei carichi di lavoro AI.
AMD ha inoltre anticipato la presenza di un successore, nome in codice Verano, sempre basato su processo TSMC a 2nm e orientato a un miglior equilibrio tra prestazioni, consumi e costo per watt.
Competizione nel mercato server e strategia industriale
Il lancio di EPYC Venice arriva in un contesto di forte competizione, ma con una finestra temporale favorevole per AMD. Le proiezioni indicano che il concorrente diretto di Intel nel segmento, la famiglia Diamond Rapids, potrebbe non arrivare prima del 2027, mentre nel breve termine Intel punterà su soluzioni diverse come Clearwater Forest, ottimizzate per densità e workload specifici.
Secondo dati Mercury Research, AMD ha già raggiunto circa il 46% della quota di ricavi nel mercato server nel primo trimestre del 2026, in crescita rispetto all’anno precedente. L’arrivo di Venice potrebbe rafforzare ulteriormente questa posizione, soprattutto nel segmento ad alte prestazioni.
Sul piano produttivo, AMD ha inoltre confermato l’intenzione di portare in futuro la produzione anche negli USA, presso il sito TSMC in Arizona, dove però la produzione su scala 2nm è attesa non prima del 2028.
Cosa sapere sull’arrivo di AMD EPYC Venice
Chi lavora con infrastrutture critiche o sviluppa servizi su larga scala avrà presto accesso all’avanzamento portato da AMD EPYC Venice 256 core. Il dato sul 70% di incremento rispetto ai processori precedenti suggerisce ben più di un salto generazionale.
In prospettiva, seguire l’evoluzione delle architetture a 2nm diventa fondamentale sia per chi investe in hardware sia per chi pianifica le strategie IT dei prossimi anni.
Fonte: Tom’s Hardware