IEEE guida la tecnologia per il clima alla COP30

Dalla foresta amazzonica ai laboratori globali, l’ingegneria si fa strumento concreto di sostenibilità e resilienza

Redazione
Tecnologia per il sostenibile

IEEE rafforza il suo ruolo come punto di riferimento nella tecnologia per il clima. Alla COP30 di Belém, in Brasile, la parola chiave “tecnologia e clima” ha avuto un rilievo centrale, segnando un traguardo storico: l’IEEE è stato il primo ente tecnico ufficialmente invitato a una Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite. Più di 56.000 delegati, tra decisori politici, tecnologi e rappresentanti di industria, finanza e agenzie di sviluppo, si sono confrontati sulle sfide della transizione climatica, riconoscendo l’importanza del contributo ingegneristico a livello globale.

L’avanzata di IEEE: dal palco della COP30 alle iniziative post-evento

L’IEEE ha iniziato a partecipare alle COP nel 2021, ma nel 2023 il salto di ruolo è stato significativo. Saifur Rahman, presidente IEEE nel 2023, ha guidato la delegazione presentando soluzioni concrete e sottolineando il valore dell’ingegneria nel progettare percorsi di deployment, capacity building e resilienza a lungo termine. Con lui, Claudio Canizares, professore alla University of Waterloo e direttore dell’istituto per l’energia sostenibile, e Filipe Emídio Tôrres, presidente della IEEE Centro-Norte Brasil Section, hanno rappresentato la comunità dei giovani professionisti IEEE, portando esperienze accademiche e imprenditoriali di rilievo.

Durante la sessione “Engineering for Climate Resilience”, Rahman ha mostrato esempi pratici dalla Cina, dove progetti smart integrano energia pulita e tutela della biodiversità, proteggendo specie a rischio come le scimmie dal naso allungato di Shennongjia. Rahman e Tôrres hanno evidenziato l’importanza di coinvolgere le comunità marginalizzate nei processi decisionali sulle rinnovabili, dialogando direttamente con alcuni dei 5.000 leader indigeni presenti alla conferenza. L’esperienza ha confermato che la combinazione tra tecnologia e rispetto delle diversità culturali è cruciale per una transizione climatica sostenibile ed equa.

Tecnologia e clima: dal dialogo globale a strumenti operativi

IEEE ha consolidato il suo impegno anche dopo la COP30, co-organizzando con l’ITU il simposio ISASC (International Symposium on Achieving a Sustainable Climate), tenutosi a Ginevra il 16-17 dicembre. L’evento ha riunito oltre 100 specialisti tra enti ONU, università, industria, ONG e organismi di standardizzazione, discutendo sei filoni fondamentali: energy transition, ICT, finanziamenti, casi studio, standard tecnici e collaborazioni pubblico-private.

Nonostante i progressi tecnologici, molte reti elettriche globali non sono pronte per un’integrazione massiva delle fonti rinnovabili. Permessi, interconnessioni e flessibilità dei sistemi rappresentano colli di bottiglia che rallentano la diffusione, mentre carenza di competenze locali e frammentazione degli standard riducono la fiducia degli investitori. In questo contesto, IEEE propone percorsi territoriali specifici, adattando risorse, condizioni sociali e opportunità di finanziamento. Durante ISASC è stato anche presentato un prototipo di tool web che permette a policy maker e investitori di confrontare tecnologie green basandosi su dati validati da esperti.

Standard digitali e sostenibilità: focus su interoperabilità

Gli standard digitali sono centrali per garantire fiducia e interoperabilità nei sistemi verdi. La frammentazione normativa, soprattutto all’intersezione tra energia, ICT e AI, limita però la scalabilità e rallenta gli investimenti. IEEE punta anche sulla formazione locale, con le sezioni regionali che colmano il gap nei paesi emergenti e supportano l’adozione di standard condivisi.

Rappresentanti IEEE, tra cui Paulina Chan, Surekha Deshmukh, Ashutosh Dutta e Bruce Kraemer, hanno approfondito limiti infrastrutturali e ostacoli sistemici, sottolineando come la convergenza tra capacità ingegneristica e armonizzazione degli standard esistenti sia più efficace di nuove invenzioni. Questa strategia consente di trasformare le competenze tecnologiche in impatto concreto sulle politiche globali, come evidenziato anche nella collaborazione crescente tra IEEE e Nazioni Unite.

Cosa possono fare imprese e professionisti ora

Il ruolo di IEEE nella sinergia tra tecnologia e clima fornisce una roadmap replicabile per aziende e operatori. Dai report di COP30 e ISASC emergono strumenti concreti per normazione, formazione e interoperabilità, che le imprese possono adottare per valutare e implementare soluzioni sostenibili. Per chi opera nell’innovazione climatica, mantenersi allineati agli standard IEEE e sfruttare le piattaforme collaborative della comunità tecnica rappresenta una leva fondamentale per trasformare strategie globali in azioni misurabili.

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