L’Assemblea Nazionale francese ha compiuto un passo storico verso una riforma radicale del mondo digitale, approvando un disegno di legge che vieta ai minori di 15 anni l’accesso ai social media. La Francia si prepara così a diventare il primo Paese europeo a introdurre una misura così restrittiva, seguendo l’esempio dell’Australia, che ha già vietato l’uso dei social agli under 16 dallo scorso dicembre.
Social network vietati agli under 15: la Francia sfida le Big Tech
Approvato con 130 voti a favore contro soli 21 contrari, il disegno di legge potrebbe rappresentare, una volta varato, non solo un cambio di paradigma nella regolamentazione dei social network, ma anche un banco di prova per l’Europa sul tema della sicurezza digitale e della tutela dell’infanzia in un mondo sempre più connesso.
In particolare, precisa il Sole 24 Ore, il divieto riguarderebbe l’accesso alle app di social media più popolari, tra cui Facebook e Instagram di Meta, TikTok di ByteDance Ltd. e Snapchat di Snap Inc, anche se tutto deve essere ancora deciso. Tra l’altro, il percorso legislativo non è ancora concluso: il testo passerà al Senato a metà febbraio, con l’entrata in vigore prevista per il primo settembre, nella speranza che non emergano problemi a livello tecnico.
Il nodo più complesso riguarda la fattibilità pratica del divieto. Come potranno le piattaforme verificare l’età degli utenti senza violare la privacy o creare database vulnerabili di documenti d’identità? Secondo Rai News, il Senato potrebbe richiedere dettagli più precisi sulle modalità di verifica del consenso parentale e sulle sanzioni per le aziende che non rispettano la legge. La sfida sarà trovare un equilibrio tra efficacia normativa e tutela dei dati personali, evitando che il provvedimento diventi più simbolico che operativo.
Ne è un esempio il precedente australiano: il divieto per gli under 16 ha mostrato falle nei sistemi di verifica dell’età, con possibilità di aggiramento tramite VPN o identità false. Alcuni esperti avvertono che una soglia rigida potrebbe spingere gli adolescenti verso ambienti digitali meno regolamentati e quindi più rischiosi. Per la Francia, il compito sarà bilanciare protezione dei minori, complessità tecnologica e educazione digitale, andando oltre il semplice divieto e costruendo strumenti di prevenzione più efficaci.
Il governo francese considera la misura una priorità politica e l’Eliseo eserciterà una pressione significativa affinché il Senato approvi rapidamente il testo. Se la legge entrerà in vigore, Parigi si candiderà a fare da apripista in Europa, sfidando direttamente i colossi della Silicon Valley e stimolando possibili confronti con Bruxelles e altri Stati membri dell’UE.