Anche stavolta la LONGi Green Energy Technology, azienda specializzata nella tecnologia solare, ha portato a casa un nuovo record di efficienza fotovoltaica, stavolta nel ramo dei moduli HPBC (Hybrid Passivated Back Contact), segnando così un altro traguardo significativo per il settore dei pannelli fotovoltaici.
Nuovo record di efficienza per i pannelli fotovoltaici firmati LONGi
Quota 25,4%. Questo è il nuovo traguardo raggiunto dalla LONGi Green Energy Technology nell’efficienza dei suoi moduli fotovoltaici HBPC in silicio cristallino, con tanto di certificazione ufficiale da parte dell’Istituto Fraunhofer per i Sistemi Energetici Solari (ISE) in Germania. E dell’inserimento del record nel Champion Photovoltaic Module Efficiency Chart del National Renewable Energy Laboratory (NREL) degli Stati Uniti.
A livello cronologico, si tratta del 19esimo record raggiunto dalla LONGi. In soli tre anni, la società ha infatti superato i propri record di efficienza 18 volte. Tuttora detiene due record mondiali per le celle solari:
- 34,6% di efficienza per celle tandem in silicio cristallino-perovskite,
- 27,3% per celle HBC (Heterojunction Back Contact).
Il settore fotovoltaico ha visto numerosi progressi nell’efficienza dei moduli nel corso degli anni. Nel 2007, SunPower ha fissato il record di efficienza al 20,3% utilizzando la tecnologia IBC (Interdigitated Back Contact, ovvero Interdigitata a Contatto Posteriore). Da allora, il record è stato superato otto volte, grazie ai miglioramenti apportati da varie aziende, ma soprattutto con l’evoluzione della tecnologia BC (Back Contact), la stessa che LONGi ha efficientato al punto da portarsi a casa questo nuovo traguardo.
Cosa sono i pannelli solari HPBC
I pannelli a tecnologia HPBC (Hybrid Passivated Back Contact, traducibile con Cella Ibrida Passivata a Contatto Posteriore) sono delle celle solari in cui si integra la tecnologia IBC con quella delle celle di tipo P.
Grazie alla IBC, è possibile creare delle celle con una superficie anteriore priva di elettrodi metallici, questi ultimi invece tutti collocati sul retro della cella, così da massimizzare l’assorbimento dei fotoni e ridurre al minimo le perdite dovute all’ombreggiatura degli elettrodi metallici. Mentre con l’integrazione delle celle di tipo P è possibile a sua volta ridurre i costi di conversione tecnologica.
Proposta per la prima volta nel 1975 dai ricercatori Lammert e Schwartz, solo nel 2017 la IBC è stata integrata con la tecnologia HJT (Heterojunction) da parte della società giapponese Kaneka, in modo da creare una cella HBC efficiente al 26,7%. Fino ad arrivare oggi con lo sviluppo dei moduli fotovoltaici HPBC.
La stessa LONGi da anni ha abbracciato la formula a contatto posteriore, come dimostra la prima versione HPBC 1.0 introdotta nel 2022. Oggi, forte del nuovo record, può puntare ancora di più su questa tipologia di celle, infatti nel 2025 dovrebbe lanciare il nuovo modulo HPBC 2.0, più efficiente rispetto alla prima versione.