Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Le batterie degli smartphone sono cresciute rapidamente negli ultimi anni, con modelli da 6.000, 7.000 e persino 10.000 mAh già presenti sul mercato. A frenare ulteriormente questa tendenza, però, ci sono le regole sul trasporto delle batterie, che in diversi mercati fissano un limite di 20 Wh per una singola cella. Apple ha trovato una soluzione particolare con l’iPhone 18 Pro Max, che potrebbe diventare un riferimento anche per il mondo Android.
Apple e la strategia per batterie grandi smartphone Android
Il nuovo iPhone 18 Pro Max dispone di una batteria da 5.391 mAh nei modelli destinati al mercato globale, una capacità che supera l’equivalente di circa 5.300 mAh previsto dal limite di 20 Wh per una singola cella. Il problema riguarda in particolare le reti di trasporto in Europa, negli Stati Uniti e a livello internazionale.
Apple ha spiegato sul proprio sito di supporto che il dispositivo utilizza un sistema firmware capace di limitare la capacità della batteria al di sotto dei 20 Wh durante la fase di produzione e trasporto. Una volta attivato l’iPhone, però, il limite viene rimosso e l’intera capacità della batteria torna disponibile.
Nuove normative e come Apple le ha aggirate
La soluzione non consiste quindi nell’utilizzare una batteria fisicamente più piccola, ma nel limitare via software la capacità disponibile durante il trasporto. È un approccio differente rispetto a quello seguito da molti produttori Android, che hanno scelto batterie composte da due celle separate.
Il limite di 20 Wh, infatti, riguarda la singola cella. Dividere la batteria in due componenti permette quindi ai produttori di superare il vincolo complessivo senza oltrepassare quello previsto per ciascuna cella. Tuttavia, una configurazione dual-cell può risultare più complessa e potenzialmente più costosa rispetto a una batteria a cella singola.
Impatto sul mercato smartphone europeo e americano
Il sistema adottato da Apple potrebbe avere conseguenze soprattutto nei mercati in cui le regole di trasporto rappresentano un ostacolo alla diffusione di batterie molto capienti. Per i produttori Android, mantenere una configurazione a cella singola significherebbe poter aumentare la capacità senza dover necessariamente ricorrere a un’architettura dual-cell.
La soluzione potrebbe quindi interessare sia gli Stati Uniti sia l’Europa, dove il limite di 20 Wh per le singole celle rappresenta un vincolo concreto per gli smartphone con batterie di dimensioni particolarmente elevate.
Evoluzione tecnologica delle batterie grandi smartphone Android
Il vantaggio dell’approccio software è soprattutto nella possibilità di conservare una batteria a cella singola mantenendone la capacità effettiva. Non sarebbe quindi necessario modificare radicalmente il design del componente per rispettare le regole durante il trasporto.
Apple ha inoltre previsto una funzione specifica per i dispositivi che devono essere nuovamente spediti, per esempio in caso di riparazione, permuta o regalo. Attraverso Impostazioni > Generali > Trasferisci o inizializza iPhone, è possibile attivare la funzione Prepare to Ship, che porta la batteria sotto la soglia dei 20 Wh e imposta anche un limite di carica all’80%.
Possibili ripercussioni per i produttori Android
L’esempio dell’iPhone 18 Pro Max potrebbe spingere i produttori Android a valutare un approccio simile. Oggi molte aziende utilizzano batterie dual-cell proprio per aggirare il limite applicato alle singole celle, ma il sistema di Apple mostra una strada alternativa.
L’adozione di un meccanismo firmware permetterebbe potenzialmente di mantenere batterie a cella singola più semplici, senza rinunciare alla capacità complessiva quando lo smartphone è nelle mani dell’utente. Per il mercato Android, questo potrebbe aprire la porta a una nuova generazione di telefoni con batterie particolarmente capienti anche nei mercati occidentali.
Come può agire il lettore ora
Per gli utenti, la novità si traduce soprattutto nella possibilità che i prossimi smartphone Android adottino batterie sempre più grandi senza ricorrere necessariamente a configurazioni dual-cell. La soluzione di Apple rappresenta infatti un precedente tecnico che i produttori potrebbero prendere in considerazione.
Se questa strada venisse replicata, smartphone con batterie da 6.000, 7.000 o più mAh potrebbero diventare più comuni anche in Europa e negli Stati Uniti, superando uno degli ostacoli che finora hanno limitato la diffusione delle batterie di grande capacità.
Fonte: Android Authority