Fino a qualche decennio fa, era un miracolo se una canzone potesse entrare dentro un floppy disk, oppure un film in alta definizione in un semplice DVD. Oggi invece la memoria si fa sempre più stratificata ed efficiente che con un disco ottico come questo potresti immagazzinare decine di migliaia di film.
Questa nuova tecnica di registrazione è resa possibile grazie ai doppi laser per la scrittura dei dati e di un materiale sensibile alla luce: AIE-DDPR. E il bello è che un singolo nuovo disco vergine del genere può essere prodotto utilizzando le tradizionali tecniche di produzione di massa di DVD in soli 6 minuti!
Il disco ottico che può contenere una cineteca
Riporta Digital Trends, a sviluppare questo disco ottico sono stati gli scienziati dell’Università di Shanghai per la Scienza e la Tecnologia. O meglio, un “disco ottico su scala nanometrica 3D“: ha le stesse dimensioni e forma di un DVD o un disco Blu-ray, ma può contenere l’incredibile cifra di 1,6 petabit di dati, come riporta un paper di Charles Q. Choi pubblicato su IEEE Spectrum.
Il segreto di questo super disco? Come anticipato, è tutto nel suo sistema di archiviazione 3D: invece di scrivere i dati su un singolo livello, utilizza 100 livelli. Anche i singoli “punti” di dati sono molto più piccoli rispetto ai tradizionali Blu-ray o DVD, e questo permette di immagazzinare centinaia di terabit in più.
Per farvi intendere quanto siano piccoli, si conti che sono solo 54 nanometri di larghezza. Circa un decimo della dimensione delle lunghezze d’onda della luce visibile utilizzate per leggere e scrivere i dati.
Il futuro è nei dischi ottici, non nei data center
Per intendere meglio le dimensioni riportate da Charles Q. Choi, per 1,5 petabit si trattano di circa 200.000 GB. Più o meno la quantità di spazio che richiederebbero 14.285 film 4K di 2 ore, supponendo che ogni film abbia una dimensione di 14 GB.
Utilizzando i dischi ottici su scala nanometrica, un data center potrebbe contenere un’exabit di informazioni all’interno di una singola stanza. Oggi, precisa Digital Trends, sarebbe una quantità di dati che attualmente richiederebbe uno spazio delle dimensioni di uno stadio.
Va detto però che viviamo in un periodo di rapido calo di interesse per i film su disco. Quindi è improbabile che questa nuova tecnologia possa entrare nelle nostre case, anche se come formato fisico per i film 8K sarebbe straordinario.
Se vuoi saperne di più su questa ricerca, ti suggeriamo di leggere il paper pubblicato su Nature:
- Miao Zhao, Jing Wen, Qiao Hu, Xunbin Wei, Yu-Wu Zhong, Hao Ruan & Min Gu, A 3D nanoscale optical disk memory with petabit capacity, Nature (2024), DOI: s41586-023-06980-y