Anche il mondo del whisky punta sull’energia rinnovabile

Si chiama Jim Beam ed è una distilleria di whisky e bourbon americana che ha appena annunciato un grosso investimento in energia rinnovabile

Arianna De Felice
energia rinnovabile

Uno degli amari più amati del mondo, il whisky e il bourbon, ora punta tutto sull’energia rinnovabile. Il pioniere di questo investimento è Jim Beam, una distilleria e stelle e strisce, che ha appena annunciato di voler investire nel settore.

L’investimento in energia rinnovabile

Secondo quanto annunciato, l’investimento in energia rinnovabile sarebbe pari a 400 milioni di dollari. L’obiettivo? Aumentare la produzione in uno dei suoi impianti più grandi nel Kentucky. Parlando di dati, l’intenzione è quella di aumentare la capacità produttiva del 50%, in particolare del comparto bourbon, riducendo, al contempo, le sue emissioni di gas serra.

Per farlo l’azienda vuole alimentare l’intero impianto con energia rinnovabile ma non solo. La società ha persino stretto accordi creare una seconda struttura destinata appositamente alla conversione dei rifiuti che normalmente di creano durante il processo di produzione. Il processo di conversione utilizzerà un fertilizzante di alta qualità e a basso costo, che sarà anche messo a disposizione degli agricoltori locali.

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I lavori dovrebbero cominciare a breve con conclusione nel 2024. Una volta terminato il processo, la distilleria del Kentucky sarà alimentata per il 65% da gas naturale rinnovabile e per il 35% da gas naturale di origine fossile. Inoltre, da quel momento si apriranno anche dozzine di nuove posizioni lavorative.

Questa espansione ci aiuterà a soddisfare la domanda futura del nostro iconico Bourbon in un modo sostenibile che supporti l’ambiente e la comunità locale che ha contribuito a costruire e supportare Jim Beam”, ha affermato a tal proposito il CEO Albert Baladi.

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