MobiPrint, la stampante 3D che trasforma gli spazi domestici

Oltre a stampare utensili per la casa, MobiPrint potrebbe essere utile anche per costruire oggetti ideali per favorire l’accessibilità urbana

Redazione

La stampa 3D ormai è una tecnologia sempre più consolidata, ma restano ancora diversi ostacoli per la sua integrazione in ambienti reali. Ma un nuovo prototipo sviluppato dai ricercatori dell’Università di Washington potrebbe cambiare le carte in tavola: MobiPrint, una stampante 3D mobile che si muove autonomamente nelle stanze, stampa oggetti direttamente sul pavimento e rende gli spazi più accessibili.

MobiPrint, la stampante 3D che va al giro per la casa

Presentato a metà ottobre in occasione di un simposio sulla tecnologia a Pittsburgh, il progetto MobiPrint rappresenta una vera innovazione tra le stampanti 3D. Oltre a muoversi autonomamente all’interno di una stanza, questa stampante è in grado di misurarla e al tempo stesso stampare oggetti direttamente sul pavimento.

Basata su una piattaforma di robotica domestica, come un robot aspirapolvere, MobiPrint utilizza un sistema di mappatura LiDAR per analizzare lo spazio circostante e creare una mappa digitale.

Una volta realizzata la mappa, l’utente può selezionare attraverso un’interfaccia grafica un modello dalla libreria o caricare un proprio progetto, decidendo dove posizionarlo. La stampante procede poi a stampare direttamente sul pavimento, rendendo ogni intervento rapido e semplice per l’utente.

Non solo giochi, ma anche accessibilità

A parte stampare per tutta la casa oggetti decorativi o di uso quotidiano, come una ciotola per animali o un poggiapiedi, questa tecnologia può anche produrre oggetti utili a colmare eventuali ostacoli a livello di accessibilità.

Come dice Jon E. Froehlich, professore alla Allen School (University of Washington):

“Pensiamo a bambini in bicicletta o a persone in sedia a rotelle che arrivano alla fine di un marciapiede senza un accesso. Se potessimo mandare MobiPrint per creare una rampa, anche temporanea, si potrebbero cambiare gli spazi urbani rendendoli più accessibili e adattabili.”

Ma non solo. Oltre a creare rampe che rendano più agevole l’accesso a una stanza, la stampante può aggiungere indicatori tattili per persone non vedenti, aiutando a orientarsi o segnalando aree di pericolo, come scale o dislivelli.

Come già detto all’inizio, MobiPrint è ancora un prototipo, ma il team di ricercatori immagina già applicazioni future. Tra le prospettive di sviluppo ci sono la possibilità di rimuovere e riciclare le stampe effettuate, nonché la capacità di lavorare su superfici diverse, come pareti o tavoli. E dato che ad oggi utilizza un materiale chiamato PLA, una bioplastica comunemente impiegata nella stampa 3D, in futuro i ricercatori prevedono l’utilizzo di materiali più resistenti, come il calcestruzzo.

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