Record Aircraft 2.0, il drone solare del Politecnico di Torino

Dal Politecnico di Torino arriva il progetto di un nuovo drone solare capace di volare per ore in completa autonomia energetica

Redazione

Un drone alimentato a energia solare, autonomo e sviluppato da studenti e membri di un ateneo italiano. Questo è il pionieristico Record Aircraft 2.0 (RA 2.0), l’ultimo progetto del Team Icarus (Politecnico di Torino), nonché il primo drone solare realizzato da un ateneo italiano con una missione approvata dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile-ENAC.

Record Aircraft 2.0, il drone solare autonomo

Il RA 2.0 non è che l’ultima tappa di un progetto che fin dagli inizi si è posto come obiettivo quello di sviluppare un drone in grado di svolgere missioni di lunga durata in completa autonomia energetica grazie all’energia solare.

Il primo prototipo è stato “Amelia”, un UAV (Unmanned Aerial Vehicle) di medio-piccole dimensioni. Dotato di un peso di 15 kg e un’apertura alare di 5 metri, “Amelia” ha effettuato il suo volo inaugurale nel maggio 2022 volando per circa 20 minuti.

Con RA 2.0 invece si è voluto puntare in alto. Record Aircraft 2.0 è infatti un drone completamente elettrico e alimentato dall’energia solare grazie ai pannelli solari installati sull’ala, come racconta a Repubblica Alessandro Borgia, studente di Ingegneria aerospaziale e project leader Record Aircraft del Team Icarus.

La progettazione di RA 2.0 è iniziata nel marzo 2023. Dovrebbe essere completata entro settembre 2024, con la sua costruzione prevista per l’autunno e il volo inaugurale prima di Natale. La prima missione, programmata per maggio 2025, prevede un volo di oltre 10 ore in completa autonomia energetica. In caso di successo, il volo segnerebbe un nuovo record di endurance europeo per la categoria dei droni tra i 20 ed i 35 kg.

La presentazione del drone

Il progetto del drone è stato presentato dal Team a un evento aperto al pubblico insieme a Maurizio Cheli (astronauta, capo pilota e collaudatore Eurofighter) e al Prorettore Elena Baralis, che ha voluto elogiare l’impegno degli studenti:

“I nostri team lavorano a progetti ambiziosi, che consentono di sperimentare nuove frontiere della ricerca, come questo velivolo elettrico. Vorrei ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze che mettono il loro entusiasmo nel loro lavoro in team, per riuscire a raggiungere la realizzazione concreta di prototipi come questo. Un ringraziamento, inoltre, va anche alle aziende che supportano i nostri team, contribuendo a rendere possibile questa attività di formazione e ricerca”.

Ma oltre alla presentazione del progetto, l’evento, moderato da Raffaello Porro in collaborazione con l’IEEE Italy Section e la IEEE Aerospace and Electronic Systems Society (AESS), è stato anche un punto d’incontro per poter trattare vari temi legati alla propulsione aerospaziale elettrica declinata nelle diverse forme: batterie, energia solare e idrogeno

A intervenire durante l’incontro: Luca Bedon (Head Research and Technology di Avio Aero), Mario Salipante (ingegnere ENAC per la regolamentazione e ricerca in ambito Innovative Air Mobility), Gianfranco Chicco (professore di Sistemi Elettrici e Chair IEEE R8 Italy Section), Alessandro Borgia, Tommaso Bussi, Antonio Gregorio, Angelo Romano e Ludovica Mazzucco (membri del Team Icarus, supervisionato dal professor Paolo Maggiore, docente al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale-DIMEAS).

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