Il nuovo strumento robotico per curare al meglio gli aneurismi cerebrali

Da una ricerca della John Hopkins e dell’Università del Maryland arriva uno strumento robotico in grado di curare al meglio gli aneurismi

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
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I ricercatori della Johns Hopkins University e dell’Università del Maryland hanno gettato le basi per uno strumento robotico che potrebbe garantire ai neurochirurghi un grado di manovrabilità senza precedenti all’interno del cervello.

Anche perché oggi più che mai navigare nel labirintico sistema vascolare del cervello può essere incredibilmente impegnativo, anche per le mani più ferme.

La robotica al servizio della cura contro gli aneurismi cerebrali

Un recente studio pubblicato sull’International Journal of Computer Assisted Radiology and Surgery dimostra che il nuovo sistema per gli aneurismi cerebrali è intuitivo ed estremamente accurato.

I primi risultati suggeriscono che, con un ulteriore sviluppo, il robot potrebbe un giorno accelerare e migliorare l’efficacia degli interventi chirurgici minimamente invasivi per aneurismi cerebrali potenzialmente letali e altre condizioni gravi.

In genere, contro gli aneurismi, si cerca di inserire un tubo di plastica chiamato catetere attraverso un’arteria, tipicamente nell’inguine. Bisogna però piegare le punte dei cateteri nella direzione desiderata prima di inserirli, ruotando il catetere e spingendolo verso l’aneurisma. 

Un approccio che presenta uno svantaggio significativo oltre che un rischio a livello chirurgico. Per questo hanno valutato uno strumento robotico orientabile per migliorare notevolmente il processo. E il successo è stato tale che in futuro si potrebbe puntare a piegare tale catetere in forme più complicate, così da navigare in ambienti vascolari difficili.

L’esperimento del catetere

I ricercatori hanno progettato una punta del catetere azionata dalla pressione dell’aria, o pneumatica, che hanno stampato in 3D utilizzando una resina morbida e flessibile. Oltre a questo, hanno brevettato un sistema di controllo che si adattasse bene all’attuale flusso di lavoro clinico.

Si tratta di un quadrante manuale che consente regolazioni precise della posizione della punta, fornendo un maggiore controllo rispetto alla rotazione di una punta pre-piegata. Con questo sistema, i ricercatori garantiscono la possibilità di spostare contemporaneamente in avanti un catetere con una mano e contemporaneamente di regolare l’angolo della punta con l’altra.

Dopo una serie innumerevole di prove, anche a doppio cieco (all’esperimento ha partecipato sia un chirurgo sia un principiante), alla fine proprio il principiante è riuscito ad eguagliare la precisione della sua controparte.

Ora il prossimo passo è di sviluppare lo strumento robotico e ridurlo a dimensioni clinicamente più rilevanti, così da testarlo rispetto a bersagli in ambienti anatomicamente più accurati. In pratica come hanno fatto qua in Italia.

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