La Cina ha compiuto un nuovo passo verso il suo obiettivo di costruire un “sole artificiale”. È stato infatti testato un sistema robotico di manipolazione remota, progettato per operare negli ambienti estremi dei reattori a fusione, caratterizzati da calore estremo, campi magnetici potenti e intense radiazioni, condizioni in cui la presenza umana è impossibile.
Un sistema senza precedenti nella manutenzione dei reattori a fusione
Stando a quanto riportato da Interesting Engineering, il nuovo sistema comprende tre bracci robotici, tra cui un enorme manipolatore capace di sollevare fino a 60 tonnellate, l’equivalente di dieci elefanti africani, con una precisione al millimetro.
Durante i test, il braccio principale ha dimostrato una precisione verticale di 3-4 millimetri, mentre i due bracci più piccoli hanno raggiunto un’accuratezza di ±0,01 millimetri. Secondo Pan Hongtao, ricercatore dell’Istituto di Fisica del Plasma, il team ha dovuto superare sfide legate a materiali, sensori e sistemi di controllo per realizzare questa piattaforma robotica.
La nuova tecnologia potrebbe garantire la manutenzione regolare di componenti chiave come il divertor e il cladding, soggetti a usura continua a causa del plasma ad altissima temperatura. Ma non solo. Sempre secondo Interesting Engineering, il sistema potrebbe essere impiegato in ispezioni di centrali nucleari, progetti aerospaziali, movimentazione di attrezzature pesanti e persino in operazioni di soccorso in situazioni di emergenza.
Oltre i confini della fusione nucleare
Il progetto è parte della struttura di ricerca CRAFT (Comprehensive Research Facility for Fusion Technology), sviluppata presso l’Istituto di Fisica del Plasma dell’Accademia Cinese delle Scienze a Hefei. CRAFT, soprannominato Kuafu come la figura mitologica che inseguiva il sole, lavora in parallelo con il reattore sperimentale EAST, noto come “sole artificiale”.
Oltre 300 scienziati e ingegneri stanno lavorando al progetto, che dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno. I progressi di CRAFT supporteranno anche il futuro reattore Burning Plasma Experimental Superconducting Tokamak, atteso per il 2027, e l’ITER in Francia, che coinvolge 35 nazioni.