La corsa della Cina per affermarsi come potenza globale nelle interfacce cervello-computer inizia a produrre risultati concreti. A pochi anni dalla fondazione, la startup di Shanghai NeuroXess ha già avviato sperimentazioni sull’uomo, mentre Pechino accelera per creare campioni nazionali in grado di competere con gruppi statunitensi come Neuralink, fondato da Elon Musk.
La spinta di Pechino e i primi risultati clinici
Fondata nel 2021 e specializzata nello sviluppo di chip cerebrali che consentono la comunicazione tra persone e macchine, di recente NeuroXess ha annunciato che un paziente paralizzato è riuscito a controllare il cursore di un computer entro cinque giorni dall’impianto. Un traguardo che testimonia la rapidità con cui il progetto è passato dal laboratorio alla clinica.
Al Financial Times, il fondatore Tiger Tao ha dichiarato di essere riuscito ad “accelerare il passaggio dal laboratorio al mercato” grazie al sostegno ufficiale e all’entusiasmo degli investitori, in particolare quelli pubblici. Nel 2024 le autorità cinesi hanno designato le interfacce cervello-computer (BCI) come settore strategico nazionale, pubblicando una roadmap che punta alla nascita di due o tre aziende “di livello mondiale” entro il 2030. Il piano prevede procedure regolatorie semplificate, incentivi alla sperimentazione clinica e mobilitazione di capitali, offrendo un chiaro segnale di sostegno politico di lungo periodo.
I numeri confermano l’accelerazione: da febbraio dello scorso anno sono stati avviati dieci trial clinici su chip cerebrali invasivi. Secondo i dati Dongmaicheng, nei primi undici mesi del 2025 si sono concluse almeno 24 operazioni di finanziamento per startup BCI in Cina, in crescita del 30% rispetto all’anno precedente.
La tecnologia di NeuroXess e il confronto con Neuralink
NeuroXess ha scelto un approccio tecnico diverso rispetto a Neuralink. Riferisce FT, l’azienda di Shanghai impianta una rete in poliimmide e metallo sulla superficie del cervello, capace di captare i segnali neurali e trasmetterli a dispositivi elettronici esterni. L’impianto è collegato a una batteria posizionata nel torace tramite un cablaggio esterno al cranio. Neuralink, invece, punta a collegare in modo fluido cervello e computer attraverso minuscoli elettrodi inseriti direttamente nel tessuto cerebrale.
La società si concentra esclusivamente su applicazioni mediche, rivolgendosi a pazienti con gravi disabilità fisiche, come paralisi o sclerosi laterale amiotrofica (SLA). L’azienda sta conducendo uno studio clinico globale su 21 persone e sostiene che le proprie innovazioni — fili microscopici spessi un decimo di un capello umano — riducano il rischio di cicatrici.
Secondo quanto comunicato dalla società, diversi partecipanti ai trial hanno raggiunto e superato i 5 bit al secondo nella decodifica dei segnali neurali, rispetto ai 10 bit al secondo annunciati da Neuralink. Velocità più elevate sono cruciali per compiti complessi, come trasformare i pensieri in linguaggio.
Oltre gli impianti: la sfida dei dispositivi non invasivi
Parallelamente agli impianti, cresce in Cina il numero di aziende che sviluppano dispositivi non invasivi, posizionati all’esterno del cranio. Storicamente questi sistemi hanno faticato a garantire segnali sufficientemente precisi, poiché l’attività neurale si attenua attraversando l’osso.
Gli sviluppatori puntano ora sull’integrazione di tecniche multiple — come ultrasuoni e imaging magnetico — combinate con algoritmi di intelligenza artificiale più avanzati, nella speranza di migliorare significativamente le prestazioni.
Secondo Max Riesenhuber, neuroscienziato della Georgetown University, la chirurgia cerebrale resterà un’opzione solo quando strettamente necessaria. Tuttavia, i progressi nei dispositivi invasivi stanno ampliando la comprensione del funzionamento del cervello, contribuendo indirettamente anche allo sviluppo di soluzioni meno invasive.
Tao immagina un futuro in cui l’intervento richiederà solo una “minuscola” incisione per impiantare dispositivi molto più piccoli. A suo avviso, l’ottimizzazione sarà più rapida in Cina grazie alla capacità del settore di raccogliere più dati, ridurre i costi e ampliare la base di utenti.