Non solo i droni aerei ma anche quelli marini stanno conquistando i mercati del mondo e, in particolar modo, l’Italia. A confermarlo è anche la ricerca “Above and belowe water drones market” di PwC Strategy& Italy.
Il futuro dei droni marini
Secondo le stime presentate da PwC in occasione dell’evento “Sea Drone Tech Summit“, entro il 2030 il mercato dei droni marini raggiungerà un valore pari a 189 milioni di euro triplicando il suo valore rispetto ai 63,4 milioni del 2022, con una netta prevalenza delle applicazioni civili (65% del totale) rispetto a quelle militari (35%).
Un trend che va di pari passo con l’incremento del mercato mondiale dei veicoli e dei robot acquatici, che passerà nello stesso periodo 2022-30, da 5,9 a 18,9 miliardi di euro.
La ricerca ha poi cercato di capire in quali ambiti vengono maggiormente utilizzati i droni marini e ne emerge che le cinque applicazioni più usate sono: la ricerca scientifica (30% delle utilizzazioni), seguita dall’ingegneria acquatica (24%), dalle esigenze militari e di security (19%), dalle missioni di ricerca e soccorso in mare (15%) e dalle attività commerciali e ricreative (12%).
Infine, lo studio ha evidenziato anche che i progetti e le iniziative industriali e scientifiche in ambito di robotica marina in Italia sono oltre 40. Tra i player del settore spiccano, per esempio, Leonardo, Fincantieri NexTech, Saipem – Sonsub Robotics e RINA, oltre a numerose pmi e startup, come Graal Tech, EdgeLab, Codevintec, TopView, Novacavi, MDM Team, Sistematica e molte altre. In ambito scientifico e universitario, sono molto attivi i laboratori di CNR, ENEA, ISPRA, OGS e gli atenei di Genova, Verona, Bologna, Firenze, Pisa, Roma Sapienza, Roma Tre, Cassino, Politecnica delle Marche, Salento e Calabria.