China General Nuclear Power Group (CGN) ha dato il via ai lavori su larga scala per la costruzione della Zhaoyuan Nuclear Power Plant nella provincia dello Shandong, in Cina orientale. Il progetto, destinato a diventare un punto di riferimento per l’energia nucleare del Paese, punta a produrre 50 miliardi di kilowattora all’anno, soddisfacendo i consumi domestici di circa 5 milioni di persone.
Una torre di raffreddamento all’avanguardia
Stando a Interesting Engineering, la costruzione dell’Unità 1 è iniziata con la colata del primo calcestruzzo, inaugurando una torre di raffreddamento a tiraggio naturale alta 203 metri, la prima per il modello Hualong One. Con una superficie di spruzzo di 16.800 metri quadrati, questa struttura consente all’impianto di passare dal raffreddamento marino a quello atmosferico. Alla fine, il sito ospiterà sei reattori Hualong One, per una capacità complessiva installata di 7,2 GWe.
Particolarità di questo impianto è la sua nuova tecnologia a “raffreddamento a circuito secondario”, che sfrutta l’effetto dissipativo dell’atmosfera, ampliando le possibilità di ubicazione per impianti futuri. Secondo Yu Xiangdong, direttore esecutivo di Shandong Zhaoyuan Nuclear Power Co, la tecnologia riduce il consumo energetico e permette il riutilizzo delle risorse idriche, segnando un cambiamento strategico nel design degli impianti nucleari.
Infatti, l’iniziativa rappresenta anche un significativo passo verso la riduzione dell’impatto ambientale, con una stima di 46,2 milioni di tonnellate di CO₂ evitate annualmente, equivalenti a oltre 110.000 ettari di foresta piantati, e una riduzione del consumo di carbone standard di 15,27 milioni di tonnellate.
Il sistema di sicurezza a doppio livello “naturale + meccanico” offre a sua volta una protezione robusta: in caso di perdita della fornitura idrica esterna, la torre a tiraggio naturale mantiene operazioni sicure per almeno due ore, mentre la torre meccanica con serbatoio d’acqua sul sito garantisce il raffreddamento del reattore per almeno 30 giorni senza reintegro, formando un sistema completo di protezione sia per l’isola convenzionale che nucleare.
Secondo Lin Boqiang, direttore del China Center for Energy Economics Research presso la Xiamen University, l’adozione di questa tecnologia in un sito costiero dimostra la versatilità della base produttiva cinese.