SpaceX ha presentato il progetto della nuova fabbrica “Gigasat”, un impianto da circa 11 milioni di piedi quadrati a Bastrop, in Texas, pensato per sostenere la produzione su larga scala di satelliti destinati a data center orbitali. L’obiettivo è ambizioso: realizzare satelliti con capacità di intelligenza artificiale integrata e raggiungere entro la fine del 2027 una potenza di calcolo spaziale pari a 1 gigawatt annuo. Elon Musk ha inoltre delineato una traiettoria di crescita ancora più aggressiva, con espansioni fino a 100 GW entro il 2030.
Gigasat sfida la produzione tradizionale di satelliti
La nuova fabbrica SpaceX rappresenta un cambio di scala senza precedenti nella produzione aerospaziale. Con i suoi 11 milioni di piedi quadrati, il sito di Bastrop supera di oltre dieci volte lo Starfactory attuale, diventando il cuore produttivo della futura infrastruttura orbitale.
L’impianto è progettato per integrare verticalmente l’intera filiera: dalla produzione di lingotti e wafer solari fino alla realizzazione di celle fotovoltaiche, PCB, componenti in silicio e satelliti completi. Questa struttura consente a SpaceX di ridurre la dipendenza da fornitori esterni e di accelerare tempi e volumi produttivi, puntando a una capacità industriale continua, altamente automatizzata e su scala senza precedenti.
Satelliti per data center spaziali: una visione operativa
Il progetto Gigasat è legato direttamente allo sviluppo di satelliti AI destinati a funzionare come veri e propri data center orbitali. L’obiettivo è spostare parte dell’elaborazione dati fuori dalla Terra, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture terrestri e aprendo la strada a una nuova architettura cloud globale.
Secondo SpaceX, questo modello potrebbe garantire minore latenza, maggiore copertura e una resilienza superiore rispetto ai sistemi tradizionali. L’elaborazione distribuita nello spazio permetterebbe inoltre di ripensare la gestione dei dati su scala planetaria, con applicazioni che spaziano dalle telecomunicazioni all’intelligenza artificiale avanzata e ai sistemi distribuiti ad alta affidabilità.
SpaceX e il traguardo del 2027: 1 GW di AI nello spazio
Il piano industriale prevede un avvio della produzione dei primi satelliti AI entro il 2027. Il modello di riferimento, denominato AI1, avrà dimensioni imponenti — circa 70 metri di lunghezza — e integrerà pannelli solari ad alta densità, capaci di generare 250 W/m².
Ogni satellite sarà equipaggiato con un payload di calcolo fino a 150 kW, raffreddato tramite radiatori verticali a doppia faccia. L’obiettivo dichiarato è raggiungere una produzione annuale tale da garantire 1 GW di capacità di calcolo orbitale, un traguardo che richiederebbe il lancio di migliaia di satelliti ogni anno. Musk ha inoltre indicato una roadmap che punta a 10 GW annui entro pochi anni e fino a 100 GW nel medio termine.
Impatti su industria, cloud e resilienza informatica
Il modello proposto da SpaceX si inserisce in una competizione sempre più intensa nel settore dei data center di nuova generazione. Strutture come il progetto Hyperion di Meta o i sistemi sviluppati da xAI mostrano come la domanda di capacità computazionale stia crescendo in modo esponenziale.
In questo contesto, i data center orbitali potrebbero rappresentare una svolta strutturale. La possibilità di distribuire il carico di calcolo nello spazio offre vantaggi potenziali in termini di continuità operativa, sicurezza e scalabilità, soprattutto in scenari di crisi o sovraccarico delle infrastrutture terrestri. Anche la sovranità digitale diventa un tema centrale.
Il futuro dei data center orbitale secondo SpaceX
SpaceX immagina un’evoluzione progressiva verso infrastrutture spaziali sempre più potenti, fino a scenari di scala terawatt, alimentati esclusivamente da energia solare orbitale. Questa visione richiede non solo una nuova architettura satellitare, ma anche una capacità industriale in grado di sostenere la produzione di massa di componenti avanzati.
La filiera, secondo il progetto, sarà sempre più automatizzata e integrata, con il contributo di più realtà del gruppo Musk per la produzione di chip e componenti ad alte prestazioni. L’obiettivo è creare un ecosistema capace di sostenere la crescita esponenziale del computing orbitale.
Verso la nuova era della potenza AI spaziale
La combinazione tra intelligenza artificiale, satelliti e produzione industriale su larga scala apre uno scenario completamente nuovo per il settore tecnologico globale. Gigasat diventa così il simbolo di un possibile passaggio da infrastrutture digitali terrestri a sistemi distribuiti nello spazio.
In questa prospettiva, la capacità di elaborazione non sarà più vincolata solo dall’energia disponibile sulla Terra, ma anche dall’espansione di reti orbitali progettate per sostenere carichi computazionali sempre più elevati e una nuova generazione di servizi AI globali.
Fonte: Tom’s Hardware