Fortescue accelera la realizzazione di quello che definisce il primo green energy grid industriale completamente integrato al mondo, un’infrastruttura pensata per alimentare grandi attività produttive eliminando progressivamente i combustibili fossili. Il progetto si sviluppa su una scala paragonabile a quella di una città e punta a garantire continuità operativa senza dipendere dalle reti elettriche nazionali.
Al centro della strategia c’è la sostituzione del diesel, un combustibile interamente importato, esposto a forte volatilità dei prezzi e spesso sostenuto da sussidi pubblici. L’obiettivo è chiaro: costruire un sistema energetico autonomo, più stabile e soprattutto replicabile.
Un sistema off-grid pensato per l’industria pesante
A differenza dei tradizionali hub rinnovabili, che alimentano reti elettriche nazionali in modo intermittente, il modello di Fortescue è progettato come un sistema off-grid dedicato esclusivamente all’industria pesante. L’idea è quella di garantire energia continua, senza interruzioni, alle attività minerarie e ai grandi impianti produttivi.
Entro l’inizio del prossimo anno, il gruppo prevede di completare 290 MW di capacità rinnovabile installata, destinata a coprire il fabbisogno energetico fisso delle strutture di lavorazione nel Pilbara. Questa prima fase consentirà di avviare una produzione definita “green processing” durante le ore diurne.
In una fase successiva, il sistema sarà ampliato fino a garantire l’alimentazione completa delle operazioni per 24 ore consecutive senza l’utilizzo di combustibili fossili.
Pilbara, il cuore della nuova infrastruttura energetica
Il progetto prevede il completamento della green grid nel Pilbara entro la fine del 2028. Il sistema sarà composto da circa 1,2 GW di energia solare, oltre 600 MW di eolico e un’infrastruttura di accumulo tra 4 e 5 GWh.
Questa rete rappresenterà il cuore operativo dell’intero ecosistema industriale di Fortescue, includendo impianti di lavorazione, infrastrutture ferroviarie, porti e servizi logistici.
A supporto del sistema energetico, l’azienda integrerà tecnologie sviluppate internamente, tra cui piattaforme di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei flussi energetici, in grado di bilanciare produzione e consumo in tempo reale.
Risparmi immediati e riduzione dei costi industriali
Secondo le stime del gruppo, già entro il prossimo anno la transizione energetica consentirà un risparmio di circa 100 milioni di dollari statunitensi legati all’eliminazione dei combustibili fossili.
A regime, il progetto dovrebbe portare a una riduzione dei costi unitari C1 di produzione pari ad almeno 2–4 dollari per tonnellata secca, un risultato che rafforza la competitività del modello.
Fortescue sottolinea come la transizione non sia solo una scelta ambientale, ma anche una leva economica concreta: eliminare il diesel significa ridurre la dipendenza da mercati instabili e migliorare il controllo sui costi industriali.
Espansione del modello e scalabilità globale
Una volta completato il programma nel Pilbara, il gruppo prevede un’ulteriore espansione di circa 2 GW aggiuntivi di capacità energetica, supportati da 4 GWh di batterie avanzate. Il costo stimato dell’estensione è inferiore a 2,5 miliardi di dollari, con tempi di realizzazione potenzialmente contenuti in circa 18 mesi, subordinati alle decisioni finali di investimento.
Il punto centrale della strategia è la scalabilità: grazie a tecnologie proprietarie, sistemi brevettati e soluzioni basate su intelligenza artificiale, Fortescue punta a ridurre tempi e costi di implementazione nelle future applicazioni.
Un modello industriale esportabile a livello globale
Il progetto non si limita all’Australia. Fortescue intende infatti rendere il proprio sistema energetico replicabile e licenziabile su scala globale, trasformandolo in un modello applicabile a industrie, governi e grandi consumatori energetici.
Secondo l’azienda, diversi soggetti internazionali — tra cui grandi operatori industriali e tecnologici — hanno già manifestato interesse preliminare per soluzioni di energia verde firmata come servizio, anche se le interlocuzioni restano ancora in una fase esplorativa.
L’obiettivo finale è la creazione di un’infrastruttura energetica integrata capace di unire produzione, logistica e approvvigionamento energetico in un unico sistema autonomo, riducendo la dipendenza globale dai combustibili fossili.