Il più grande impianto al mondo per la vetrificazione dei rifiuti radioattivi ha finalmente acceso i suoi forni a Hanford, nello stato di Washington. Dopo oltre vent’anni di progettazione e test, il Waste Treatment and Immobilization Plant (WTP) promette di trasformare in vetro stabile milioni di litri di scorie nucleari accumulate durante la Guerra fredda, aprendo una nuova era nella sicurezza ambientale e nella gestione delle scorie.
Scorie nucleari: gli USA ora le trasformano in vetro
Il WTP rappresenta una vera e propria rivoluzione tecnologica. I materiali radioattivi sono miscelati con sostanze vetrificanti e riscaldati fino a circa 1.150 °C, dando vita a un composto vetroso che intrappola gli isotopi radioattivi e ne impedisce la dispersione per migliaia di anni. Questi blocchi di vetro sono poi versati in contenitori d’acciaio sigillati, pronti per lo stoccaggio sicuro, riducendo drasticamente i rischi di contaminazione del suolo e delle falde acquifere.
Ogni giorno, l’impianto sarà in grado di trattare circa 20.000 litri di rifiuti, fondendoli con materiali silicei e additivi speciali. Si tratta di un passo decisivo in una bonifica iniziata oltre trent’anni fa, dopo la chiusura dei reattori che, a partire dagli anni Quaranta, produssero plutonio per l’arsenale nucleare statunitense. Con il WTP, ciò che un tempo era pericoloso e instabile diventa solido, sicuro e duraturo.
L’avvio dell’impianto è stato accolto con ottimismo e sollievo da esperti e osservatori, dopo mesi di incertezze legate a possibili cambi di strategia del Dipartimento dell’Energia (DOE). “Questo traguardo rappresenta la realizzazione di una visione condivisa da molti”, ha affermato Dena Volovar, Presidente della divisione Nuclear, Security & Environmental di Bechtel. “Rappresenta decenni di lavoro di squadra, innovazione e partnership con i nostri clienti per risolvere una delle sfide ambientali più complesse del Paese, in modo sicuro e permanente”.
Il successo del WTP conferma la fiducia statunitense in una tecnologia complessa ma affidabile, già sperimentata con risultati incoraggianti in Europa. Nei prossimi mesi, il team di Bechtel continuerà ad alimentare i forni da 300 tonnellate con i materiali da trattare, riempiendo contenitori d’acciaio e trasferendoli al deposito vicino. L’obiettivo è raggiungere la piena capacità operativa entro il 2026, trasformando Hanford in un modello di gestione avanzata dei rifiuti nucleari.