BYD amplia i propri orizzonti oltre il settore delle auto elettriche e guarda con decisione alla robotica umanoide. Il colosso cinese ha infatti confermato di essere al lavoro su un progetto segreto chiamato Yao-Shun-Yu, dedicato allo sviluppo di robot capaci di combinare intelligenza artificiale e capacità fisiche avanzate.
La conferma è arrivata da Li Ke, vicepresidente esecutivo di BYD, durante una recente intervista. Il dirigente ha spiegato che il programma è stato avviato nel 2022 e rappresenta una delle iniziative con cui l’azienda vuole entrare nel settore emergente dell’AI incarnata, ovvero l’intelligenza artificiale integrata in macchine fisiche in grado di interagire con il mondo reale.
Origine e obiettivi del progetto Yao-Shun-Yu
Il progetto Yao-Shun-Yu nasce all’interno della 15esima Business Unit di BYD, divisione dell’azienda focalizzata sull’integrazione elettronica e sulle tecnologie intelligenti. La scelta di creare una struttura dedicata dimostra la volontà del gruppo cinese di investire in un settore considerato strategico per il futuro dell’automazione.
Secondo quanto dichiarato da Li Ke, BYD può contare su diversi vantaggi competitivi nello sviluppo di robot umanoidi. L’azienda possiede infatti una lunga esperienza nella produzione di motori elettrici, batterie, componenti elettronici, sistemi di precisione e chip, elementi fondamentali anche per la realizzazione di macchine robotiche avanzate.
Il dirigente ha inoltre sottolineato come la società disponga di una squadra composta da oltre 4.000 ingegneri impegnati nella guida autonoma e abbia previsto investimenti per circa 100 miliardi di yuan nei prossimi anni destinati all’intelligenza artificiale e all’innovazione nel settore automobilistico.
La strategia di BYD: unire hardware e intelligenza artificiale
Uno degli aspetti centrali della visione di BYD riguarda il rapporto tra corpo e cervello dei robot. Li Ke ha spiegato che uno dei principali problemi dell’attuale industria robotica è rappresentato dal fatto che molti robot cinesi dispongono di buone capacità fisiche ma limitate capacità cognitive, mentre diversi progetti statunitensi mostrano il problema opposto.
L’obiettivo di BYD è quindi sviluppare una piattaforma capace di integrare entrambi gli aspetti: un robot dotato sia di componenti meccanici avanzati sia di un’intelligenza artificiale sufficientemente evoluta.
La società non sembra però intenzionata necessariamente a produrre ogni singolo componente internamente. Il progetto potrebbe seguire una strategia più aperta, con l’integrazione di tecnologie e software sviluppati anche da aziende esterne. Un approccio simile alla filosofia del cosiddetto “technology fish pond” di BYD, basata sulla preparazione anticipata di numerose soluzioni tecnologiche da utilizzare quando il mercato sarà pronto.
I possibili utilizzi dei robot umanoidi nelle fabbriche BYD
A differenza di molte startup della robotica, BYD potrebbe avere un vantaggio significativo: un mercato interno già pronto per utilizzare i propri robot. La stessa azienda potrebbe infatti diventare il primo cliente dei sistemi sviluppati con il progetto Yao-Shun-Yu.
Tra gli impieghi ipotizzati ci sono attività nei punti vendita, dove i robot potrebbero essere utilizzati come assistenti o addetti all’accoglienza, ma anche ruoli all’interno degli stabilimenti produttivi. Le fabbriche BYD potrebbero diventare quindi un ambiente di test privilegiato per verificare le capacità dei robot umanoidi in scenari industriali reali.
La nuova sfida tra case automobilistiche e robotica
BYD non è l’unica azienda automobilistica ad aver puntato sui robot umanoidi. Anche altri grandi produttori stanno accelerando nello stesso settore. Tesla ha avviato la produzione del proprio robot umanoide Optimus Gen-3, con alcune unità già impiegate nello stabilimento di Shanghai. Anche XPeng punta alla produzione su larga scala del suo robot IRON entro il 2026, mentre Li Auto sviluppa internamente un progetto chiamato Nexus.
La convergenza tra automotive e robotica nasce dalla consapevolezza che molte tecnologie sviluppate per le auto autonome, come sensori, sistemi di controllo, batterie e intelligenza artificiale, possono essere trasferite anche ai robot umanoidi.
Con Yao-Shun-Yu, BYD punta quindi a trasformarsi da semplice produttore di veicoli elettrici a protagonista dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale fisica, dove automobili intelligenti e robot avanzati potrebbero diventare parti di un unico futuro tecnologico.
Fonte: Pandaily