Guida autonoma, BYD cambia le regole del gioco con il 4nm

Con Xuanji A3 e nuovi sistemi di guida intelligente, il gruppo rafforza la propria indipendenza dai fornitori esterni di tecnologia avanzata

Redazione
Veicolo BYD con chip guida autonoma integrato in ambiente urbano

BYD ha presentato un nuovo passo decisivo nella propria strategia tecnologica con il lancio del chip per la guida autonoma Xuanji A3, sviluppato internamente su processo produttivo a 4 nanometri. L’annuncio è arrivato durante una conferenza sulla strategia intelligente tenuta a Shenzhen e si inserisce in un più ampio aggiornamento dei sistemi di guida assistita e in una nuova policy sulla responsabilità degli incidenti nella navigazione urbana. L’obiettivo è rafforzare il controllo sulle tecnologie chiave dei veicoli e ridurre la dipendenza da fornitori esterni.

Il debutto del chip Xuanji A3

Il cuore dell’annuncio è il chip Xuanji A3, il primo chip automotive intelligente a 4nm sviluppato da BYD e, secondo quanto comunicato, il primo di questo tipo realizzato in Cina su tale nodo tecnologico. L’azienda lo considera un passaggio cruciale verso una maggiore autonomia industriale nel settore dei semiconduttori per l’automotive.

Il sistema prevede una configurazione a tre chip installati a bordo del veicolo, con una potenza di calcolo complessiva che supera i 2.100 TOPS. Questa architettura è pensata per supportare funzioni di guida autonoma di livello L3 e L4, migliorando la capacità del veicolo di gestire scenari complessi in tempo reale.

Prestazioni ed efficienza del 4 nanometri

Dal punto di vista tecnico, il processo produttivo a 4nm consente al chip Xuanji A3 di ottenere un’elevata efficienza energetica e prestazioni superiori rispetto alle soluzioni precedenti. BYD sostiene che il consumo energetico per TOPS sia ridotto del 20% rispetto alla media del settore, un elemento chiave per l’utilizzo su larga scala nei veicoli elettrici.

Un altro elemento rilevante è l’ottimizzazione degli algoritmi sviluppati internamente. L’integrazione tra hardware e software, secondo l’azienda, consente di raddoppiare l’efficienza complessiva del calcolo, migliorando la gestione dei dati in tempo reale e la precisione dei sistemi di assistenza alla guida.

Un settore sempre più competitivo

Il lancio del chip si inserisce in un contesto industriale in rapida trasformazione, dove il focus si è spostato dall’elettrificazione pura alla gestione intelligente dei veicoli. Oggi un’auto avanzata può integrare oltre 2.000 chip, rispetto ai 300-500 dei modelli tradizionali, rendendo i semiconduttori un elemento centrale della cosiddetta “sovranità computazionale”.

Storicamente dominato da player come NVIDIA e Mobileye, il mercato dei chip per la guida autonoma sta vedendo una crescente presenza di soluzioni sviluppate internamente dai costruttori. Anche altri gruppi cinesi, come NIO, XPeng e Li Auto, hanno avviato progetti analoghi, contribuendo a ridisegnare gli equilibri globali del settore.

Sistemi intelligenti e nuova policy di sicurezza

Accanto al chip, BYD ha annunciato un ampliamento della propria piattaforma di guida intelligente. Tutti i modelli potranno essere equipaggiati con il sistema God’s Eye B, evoluzione del precedente livello C. Gli utenti che dispongono già della versione C potranno effettuare l’upgrade alla nuova configurazione con un costo di circa 12.000 yuan.

Parallelamente, l’azienda ha introdotto una nuova policy sulla responsabilità degli incidenti durante l’uso dei sistemi di navigazione assistita in ambito urbano. La misura punta a rafforzare la fiducia degli utenti, definendo un quadro più chiaro sulla gestione delle situazioni critiche.

Come orientarsi con il chip guida autonoma Xuanji A3 di BYD

Gli operatori e gli appassionati di tecnologia devono valutare l’impatto dell’indipendenza nei chip su affidabilità e sicurezza dei veicoli. In prospettiva, la strategia BYD potrebbe influenzare profondamente tutto il mercato automotive globale.

Restare aggiornati su queste innovazioni tecniche si rivela fondamentale per comprendere la direzione dell’intero settore automobilistico.

Fonte: Pandaily

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